La Francia accusa: dall’Italia arrivano terroristi travestiti da migranti

Gare de Lyon, Parigi

Come riportato da Le Monde, la gendarmeria è convinta che molti terroristi potrebbero arrivare a Parigi da Venezia o Milano, con il treno delle 9.30“. Dal documento recuperato dal quotidiano francese, ad uso interno della polizia d’Oltralpe, è evidente la preoccupazione che tra i migranti in transito possano nascondersi affiliati dell’Isis. Nel dubbio, vengono rispediti al mittente (noi).

Le Monde si dissocia da questa ipotesi, ma va da sé che le forze dell’ordine d’Oltralpe sono di tutt’altro avviso.

Secondo la Gendarmerie, infatti, c’è la seria minaccia che tra coloro che sono giunti in Italia dalla Libia vi possa essere qualche terrorista affiliato all’Isis e che, pertanto, occorre mettere in atto tutte le misure per bloccarlo immediatamente all’arrivo alla stazione di Parigi.

La polizia precisa che ogni mattina sul treno delle 9 e 30 ci sono “60-80 migranti” e il vero problema è rappresentato dal loro soggiorno in Libia poiché “i membri dell’Isis si sono già trovati in contatto con accampamenti precari di migranti sistemati in prossimità delle coste”.

L’attenzione è alta soprattutto nei confronti di maliani, egiziani e tunisini. Secondo la polizia parigina “la promiscuità tra questi migranti (indeboliti fisicamente e psicologicamente) e i fondamentalisti islamici può durare diverse settimane o diversi mesi” e questo “può chiaramente favorire il proselitismo e la radicalizzazione”.

Secondo Le Monde, l’intento della polizia è quello di giustificare i controlli a tappeto nella stazione di Parigi, la Gare de Lyon, che collega la capitale all’Europa meridionale, per individuare “un numero importante di stranieri in situazione irregolare” provenienti da Milano o da Venezia.

Dunque che si fa? Alla faccia dello spirito d’accoglienza, i cugini fanno sapere che ogni extracomunitario fermato sui treni provenienti dall’Italia sprovvisto di un regolare permesso di soggiorno, verrà fermato, schedato e respinto in territorio italiano.

Germania e Austria hanno chiuso le frontiere. Il primo ministro inglese Cameron è stato chiaro: È giusto che la Gran Bretagna vada a salvare vite, ma la Gran Bretagna non offrirà asilo. Li porteremo in Italia o in altri paesi vicini”.

E gli accordi di Dublino non lasciano margini di dubbio: Se il richiedente asilo ha varcato illegalmente le frontiere di uno Stato membro, quest’ultimo è competente per l’esame della sua domanda di asilo. Questa responsabilità cessa 12 mesi dopo la data di attraversamento clandestino della frontiera. Se invece un cittadino di un paese terzo richiede asilo in uno Stato membro in cui non è sottoposto all’obbligo di visto, l’esame della domanda d’asilo compete a tale Stato membro.

Quindi nonostante gli appelli (nostri) e le promesse (dell’Ue) è evidente che nessuno vuole aiutare l’Italia a gestire la questione dell’immigrazione.

 

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