Politici arrestati: necessità istruttorie o polverone pre-elettorale? I dubbi

Benvenuti in campagna elettorale. La “retata” di politici della Prima e della Seconda Repubblica (Scajola, Grillo, Greganti, Frigerio) riporta al clima di vent’anni fa e sembra fatto apposta per consentire il “sorpasso” del Movimento 5 stelle sulla “falsa sinistra” del Pd. E ancora una volta è opportuno accendere i riflettori sull’operato della magistratura: era proprio indispensabile procedere agli arresti a due settimane dalle consultazioni europee?; c’erano davvero inderogabili necessità istruttorie per mettere tutti in galera?

Qualche dubbio è legittimo. Staremo a vedere nelle prossime ore e nei prossimi giorni su quali improrogabili esigenze si siano fondati i provvedimenti restrittivi. Ricordando che i presupposti devono essere : 1) pericolo di fuga; 2) rischio di inquinamento delle indagini; 3) possibilità di reiterazione del reato. Ricorrevano tutti e tre?

Nel frattempo, sarà il caso di sottolineare come la “retata” disposta a Milano  dalla Boccassini giunga proprio il giorno in cui su tutti i giornali viene pubblicata la notizia della “sconfessione” di “Ilda la rossa” da parte del Procuratore Generale di Milano, Minale. Il quale, davanti al CSM, parlando dei retroscena della sconcertante diatriba tra Bruti Liberati e il suo aggiunto Robledo, ha spiegato che la Boccassini non aveva alcun titolo ad intervenire nell’inchiesta Ruby che ha portato alla condanna di Silvio Berlusconi. Scommettiamo che ora, con l’operazione sull’Expo 2015, questo risvolto finirà in secondo piano?

A questo punto non sarà il caso che il Ministro della Giustizia, Orlando, mandi degli ispettori a Milano per capire bene come funzionino i delicati uffici della Procura? Perché certo una risposta attendibile non arriverà da Palazzo dei Marescialli.

Articoli correlati

*

Top