A mente fredda lo dico apertamente: io sto con “Genny”

Caro Direttore,

Lo dico a quattro giorni dai fatti, dopo averci pensato a lungo. La campagna mediatica e diffamatoria che è stata messa in piedi contro Genny, leader di molti tifosi del Napoli, è semplicemente scandalosa. Tutti quelli che hanno frequentato uno Stadio o messo almeno una volta piede in una Curva, sanno benissimo quanto la figura di questi capi carismatici possa essere importante affinché migliaia di persone, invece di seguire il proprio istinto, possano agire secondo una linea comune. Non mi è difficile pensare che, dopo quello che è accaduto sabato pomeriggio, con un loro “fratello” ridotto in fin di vita, molti sostenitori campani avrebbero avuto voglia di mettere la capitale a ferro e fuoco. Per un desiderio di vendetta e di rivalsa sbagliato da perseguire, ma umano da provare. In quel momento il comportamento che (almeno stando a quanto si è avuto modo di vedere dalla tv) è stato adottato da Genny è non solo legale, ma oserei dire encomiabile. Ha preteso rassicurazioni sul fatto che Ciro Esposito, colpito da un colpo di pistola poche ore prima, non fosse morto, mettendoci la faccia, rappresentando in quel momento migliaia di napoletani che si sentivano indignati e feriti, e poi ha cercato di placare la loro ira, e questo lo si evince dal fatto che subito dopo il colloquio avuto con Hamsik sono cessati i lanci di fumogeni e petardi dalla Curva verso il campo. Apriamo anche il capitolo legata alla maglietta pro Speziale. Nell’indossarla ha sbagliato. Ma sono in molti a chiedere la revisione di un processo che destato diverse perplessità.  Questo Paese, purtroppo, ha un continuo bisogno di capri espiatori, per continuare a potersi ipocritamente guardare allo specchio senza sensi di colpa. Ma andando avanti di questo passo, non potrà che continuare a scivolare verso l’abisso.

Caro Roberto,

dici cose sensate e sono d’accordo anche sulla sottolineatura della ricerca spasmodica di “capri espiatori” per nascondere le macchie sulla coscienza di tanti altri pessimi protagonisti della vicenda. Ma non posso accettare la conclusione: non si può stare neppure incondizionatamente dalla parte di chi contribuisce a rendere ingovernabili le Curve di mezza  Italia. Altrimenti, lo spettacolo che per tanti anni ci ha offerto il calcio, è destinato a morire.

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