Eataly: licenziamenti e prodotti scaduti, è il tramonto di Farinetti?

Eataly Roma farinetti

Prodotti scaduti sugli scaffali e numerosi licenziamenti con dubbie motivazioni: cosa sta succedendo ad Eataly, la creatura di Farinetti?

L’esperienza commerciale nella gastronomia di alta qualità realizzata da Oscar Farinetti, secondo molte persone, sta imboccando il viale del tramonto. Ipotesi confermate da chi sostiene che il futuro commerciale di Farinetti, figlio di partigiano col vizio della spregiudicatezza imprenditoriale, riguarderà il campo delle energie sostenibili.

L’episodio è stato raccontato dal Fatto Quotidiano: tra una bottiglia di vino Bolla Ciao e il Barolo Resistenza (in omaggio all’odio antifascista che non cessa di vivere nel nostro Paese), sugli scaffali del negozio di Genova sono state trovate alcune bottiglie confezioni di olio scadute a novembre e vendute sempre a carissimo prezzo. Anche la birra di Montepulciano era da consumarsi entro il 12 maggio 2015, eppure era ancora là. Stessa storia a Bari, poco prima di Natale. Forse è il capolinea, è la conferma di un amore giunto al termine. O forse che non è mai cominciato.

Tutto si può dire di Eataly, tranne che non abbia incontrato difficoltà lungo il cammino. Esattamente un anno fa pubblicammo la lettera di denuncia di un dipendente subito dopo la morte di un collega dovuta ad un arresto cardiaco: le visite mediche pre-assunzione non si fanno. (Leggi la lettera del dipendente qui e la replica che ci ha inviato di Oscar Farinetti).

Poi arrivarono le proteste dei dipendenti di Firenze: alla base c’erano una serie di motivi tra cui contratti non rinnovati, condizioni di lavoro discutibili, nessun dialogo tra azienda e dipendenti. Davvero una brutta grana per il carissimo amico del premier Renzi, che nell’elenco delle cose poco chiare può annoverare anche l’assegnazione diretta di due padiglioni presso l’Expo 2015. A denunciarlo sul nostro sito fu Piero Sassone, presidente di Icif (Italian Culinary Institute for Foreigners), che si occupa di formazione culinaria, della promozione e tutela del Made in Italy e dell’organizzazione dei grandi eventi: proprio come il mega evento fieristico che ad inizio maggio è partito a Milano, sul quale però, evidentemente, qualcuno ha avuto la precedenza.

Poi è stata la volta della mortadella di Eataly assaggiata e in diretta televisiva e confusa con una di qualità inferiore: la figuraccia è andata in onda ad aprile nella trasmissione 2Next Economia e futuro, programma su Rai 2 condotto da Annalisa Bruchi. Prova del gusto fallita.

Fanno discutere poi alcuni licenziamenti avvenuti nelle settimane scorse: tra i dipendenti cacciati anche alcuni responsabili di area che avevano costruito con Eataly e in alcuni casi con lo stesso Farinetti un ottimo rapporto di fiducia. Evidentemente, così non era.

E così, dopo l’avventura tecnologica con Unieuro, quasi sicuramente sta per terminare anche quella di Eataly: dal mondo della tecnologia a quello agroalimentare con un salto mortale. Il prossimo tuffo carpiato, a quanto pare riguarderà, il mondo delle energie rinnovabili. Senza badare molto alle competenze e ai diritti dei lavoratori: unico obiettivo, il profitto.

 

Articoli correlati

Un Commento

  1. Pingback: "Eataly? Non è Farinetti del suo sacco" - AllNews24

*

Top