Prostituzione minori a Termini, tra gli orchi anche un prete

Una storia agghiacciante, allucinante e disgustosa arriva dalla stazione Termini della Capitale, dove un gruppo di ragazzini minorenni si prostituiva sui treni, nei bagni pubblici e negli esercizi commerciali.

Ad adescare i giovani almeno 9 persone, che ieri la polizia ha arrestato tra Roma, Rieti, Viterbo e Napoli. Tra loro, oltre ad esserci un latitante, c’è anche un prete: Padre Placido Greco, detto Dino. Sì, proprio così un parroco di 68 anni, accusato di sfruttamento della prostituzione minorile, che, durante la perquisizione nella sua abitazione, è stato trovato in possesso di un enorme quantitativo di materiale pedopornografico (foto e video nel computer, ma anche tantissime immagine stampate). E, tra gli altri 8 arrestati nell’operazione “Meeting Point” (tutti agli arresti domiciliari tranne uno), oltre ad un pr delle discoteche, commercianti ed operai, c’è anche un altro prete originario della Toscana, che sarebbe stato allontanato tempo fa dalla parrocchia di cui era titolare in seguito ad altri reati.

Padre Dino offriva più di tutti gli altri clienti. 60 euro per una prestazione sessuale a casa sua, a Fiumicino, oppure a bordo dei treni fermi.

Il quadro è quanto di più osceno possa esistere. “Le indagini – riporta il Messaggero- iniziate da circa un anno dal Compartimento Polizia Ferroviaria per il Lazio anche con attività di intercettazione, osservazione e di videoriprese, hanno permesso di accertare che Termini costituiva abituale punto d’incontro ed adescamento dei minori dediti alla prostituzione”.

La stazione di Roma veniva puntualmente utilizzata come luogo strategico da parte di uomini di 35-40 anni, (ma ci sono anche ultrasettantenni e un ottantenne), per adescare e consumare rapporti sessuali con ragazzini, maschi e femmine, dai 13 ai 17 anni. Il binario dove si “compravano” i bambini era il numero 29, dove i vagoni dei treni erano stati trasformati in alcove a luci rosse.

Gli incontri avvenivano sul lato destro della stazione, nei pressi di via Giolitti mentre i rapporti sessuali si consumavano, appunto, a bordo di treni in lunga sosta, ma anche nei bagni pubblici della stazione. Con compensi per i ragazzini che andavano dai 10 ai 50 euro. Molti dei clienti amavano anche filmare le loro prestazioni con lo smartphone. Sono stati infatti trovati molti video a testimonianza di questa perversione. “La sera bisogna evitare quella zona, sembra di essere in un mondo a parte”, ha racccontato un testimone.

Nel corso delle indagini, nei mesi scorsi, sono stati già arrestati in flagranza un cinquantanovenne ed un settantanovenne, sorpresi mentre consumavano rapporti sessuali con i minori. Ma gli arresti non sono finiti qua. Per altri clienti, insospettabili, che avevano dato via ad un disgustoso passaparola tra di loro, potrebbero scattare le manette nei prossimi giorni.

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