Baby squillo: l’elettricista trovato impiccato sapeva qualcosa che non doveva sapere?

L’elettricista e le baby squillo. Ecco il titolo del nuovo giallo che potrebbe riguardare l’inchiesta sulle due ragazze minorenni che si prostituivano in un appartamento dei Parioli. Un’inchiesta con tantissimi punti oscuri ancora da chiarire. Tra questi, ci potrebbe essere la morte di Saverio Santomassimo, un tecnico dell’Enea (ente pubblico che si occupa di energia), trovato impiccato due giorni fa nel centro di ricerche della Casaccia. Ma cosa c’entra un elettricista che guadagna 1500 euro al mese con il giro delle baby prostitute? Nulla, apparentemente. Almeno fino a quando non è stata ritrovata una lettera nel suo ufficio con espliciti riferimenti alle due escort minorenni. Forse Santomassimo aveva paura che potesse venire accostato alle due ragazzine? Difficile. Perché il suo nome non figura nell’inchiesta, né tra i testimoni, né tantomeno tra gli otto rinviati a giudizio. I suoi amici giurano che Saverio non avesse mai frequentato delle prostitute e che sicuramente non si sarebbe mai potuto permettere di pagare le prestazioni delle baby squillo (200 euro a incontro). In effetti, un elettricista, insieme alla schiera di avvocati e professionisti entrati in quel giro, stona un pò.

Ecco perché agli inquirenti non convince questo suicidio. Potrebbe esserci ben altro dietro questa morte. Omicidio? Forse era venuto a conoscenza di qualche cosa che non doveva sapere? È presto per dirlo, ma la cosa certa è che il giallo sulla morte di Saverio Santomassimo si infittisce sempre di più.

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