ANAS, la “vecchia guardia” prova a frenare il disboscatore Armani

Gianni Vittorio Armani
Gianni Vittorio Armani

(Ultimo Aggiornamento: 28 maggio 2015, ore 16:26)

Gianni Vittorio Armani, il nuovo presidente e ad di ANAS, è circondato, assediato, le sue mosse controllate da una sorta di Grande Fratello creato ad hoc dalla “vecchia guardia” ciucciana. Arrivato con pieni poteri per fare piazza pulita del fittissimo reticolato di privilegi, assunzioni e appalti agli “amici degli amici”, si ritrova praticamente isolato e ingabbiato da una struttura dirigenziale che ha scelto la resistenza passiva come propria arma letale per bloccare ogni tentativo di rinnovamento.

Così, Armani è chiamato ad una scelta strategica: procedere a raffiche di kalashnikov e lanciafiamme al napalm, oppure scegliere la linea morbida del veleno, da somministrare lentamente, caso per caso. Il neo-ministro delle Infrastrutture, Delrio, preferirebbe la seconda via, senza ignorare però che il premier Renzi vorrebbe fare “tabula rasa” di un management che ha fatto collezionare alla società una serie di brutte figure epocali sulle strade di tutt’Italia. Probabilmente, Armani cercherà di coniugare le due linee.

Procedendo ad una serie di decapitazioni esemplari attraverso una profonda riorganizzazione aziendale (ha già preso contatti con varie realtà specializzate del settore e, come prima mossa, ha assunto l’interim delle Relazioni Esterne e dei Rapporti Istituzionali, finora in mano a Giuseppe Scanni), ma anche iniziando da subito ad allontanare dall’ANAS una serie di personaggi troppo compromessi con i metodi della passata gestione. E non è neanche da escludere che alla fine venga coinvolta in questo massiccio progetto di rifondazione anche l’Authority Anticorruzione guidata dall’ex-giudice Cantone.

Troppi, infatti, sono gli intrecci sospetti, le consulenze di comodo, l’affidamento di incarichi e appalti senza selezioni o gare di sorta.

In questa opera di bonifica, Armani può comunque contare sull’appoggio di tutta la base dell’azienda, stanca delle vessazioni, degli scavalcamenti senza merito dei raccomandati di turno, delle assunzioni clientelari, rese possibili anche con il coinvolgimento dei sindacati interni, che spesso e volentieri hanno potuto usufruire anch’essi di una serie di vantaggi. Lo si capisce dagli accesi dibattiti in corso sulla rete, ma pure dalla pioggia di segnalazioni anonime che piovono quotidianamente nelle redazioni dei media.

C’è chi insiste nel denunciare la gestione della Direzione del Personale, accusando il vecchio “braccio destro” di Ciucci, Buoncristiano, di continuare a governare a distanza la politica del settore attraverso i fidati Ranucci, Barone e Mandosi; chi invita i giornalisti ad indagare sui retroscena che hanno portato all’arrivo in ANAS della SAS Servizi Specialistici Aziendali srl (facendo anche nomi e cognomi di presunti soci occulti); e chi riporta alla ribalta gli intrecci interni con i vari Incalza e Perotti.

Insomma, una cosa è certa: l’ANAS resta una polveriera che può esplodere da un momento all’altro. E Armani deve intervenire davvero rapidamente se non vuole finire per fare prematuramente la fine del suo predecessore. Certi sistemi torbidi di gestione del denaro pubblico sono arrivati al capolinea.

 

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2 Commenti

  1. Pingback: Nomine ANAS: l’ultima raffica di Ciucci

  2. piripicchio said:

    Fai piazza pulita Presidente! Fai fuori tutti i Direttori e quella Dirigenza che non ha nessuna cultura dell’ANAS. In un Compartimento, anzi in due, Dirigente Amministrativo è un Perito Industriale. In un altro Compartimento il suo Capo è un Direttore (con il suo stipendio si pagano due Dirigenti, quattro Quadri e otto cantonieri). Si faccia dare i curriculum ei dirigenti nominati nella gestione Ciucci-
    FORZA PRESIDENTE LA VECCHIA GUARDIA DELL’A.N.A.S. (Azienda NAzionale dello STATO) TI SOSTERRA’.
    AIUTACI E TI AIUTEREMO A FARE PIAZZA PULITA, CON TE

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