ANAS, la Sicilia che casca a pezzi e le “anomalie” trovate da Cantone

Ieri un tratto dell’autostrada A19 Palermo-Catania (già chiuso alla circolazione il 7 maggio scorso, in seguito al cedimento di un viadotto) è stato sequestrato dai carabinieri.

I militari, visto lo stato pietoso in cui si trovavano alcuni piloni (erosi dalle acque del fiume Salso e quindi compromessi dal punto di vista della stabilità), hanno aperto un’indagine a carico di ignoti per attentato alla sicurezza dei trasporti.

Contestualmente sono state eseguite delle perquisizioni negli uffici dell’ANAS di Palermo ed Enna alla ricerca di documenti relativi agli interventi di manutenzione del viadotto.

Nel frattempo, Raffaele Cantone ha chiuso la sua relazione sulla vicenda del viadotto Scorciavacche – crollato vergognosamente a gennaio una settimana dopo l’inaugurazione, in anticipo e senza collaudo – e ha trasmesso gli atti alla Corte dei Conti e alla Procura di Termini Imerese che, a sua volta, ha aperto un fascicolo che coinvolge anche dirigenti ANAS. Dall’indagine ispettiva emergono “criticità e anomalie” sia nella progettazione che nella realizzazione dell’opera.

Tra le altre “criticità e anomalie” nel caso del viadotto crollato è saltata fuori anche la nomina nella commissione di collaudo di una persona priva dei giusti requisiti (parente? amica di qualcuno? Siamo curiosi) laddove per “requisiti” si intende almeno uno straccio di laurea (e non il diploma di tecnico industriale, come emerso dalle indagini). Per non parlare delle varianti in corso d’opera che potevano essere evitate e l’emblematico inserimento nel capitale azionario della Bolognetta scpa – l’azienda che aveva eseguito i lavori – di una società non dichiarata in sede di gara.

Un consiglio ad neo presidente Armani: puntelli bene la scrivania che, visto l’andazzo, non si sa mai.

 

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