Radicali, il migrante ignoto merita un monumento (come il milite ignoto)

L’ultima proposta dei Radicali: istituire la tomba del “migrante ignoto” a futura memoria di una delle “grandi tragedie del nostro tempo”. Ma è giusto paragonare i nostri caduti per la Patria agli immigrati clandestini morti nel tentativo di raggiungere le nostre coste?

Proprio il giorno della festa della Repubblica, il due giugno scorso, l’associazione radicale torinese “Adelaide Aglietta” ha rivolto al governo italiano questa proposta che sicuramente farà discutere. E la scelta del 2 giugno non è casuale: «Facciamo questa proposta proprio il 2 giugno perché crediamo che sia nostro dovere di Stato repubblicano, di Europa, di cittadini democratici fare di tutto per fermare questo massacro» hanno affermato Marco del Ciello, Silvja Manzi e Igor Boni, coordinatori dell’associazione.

«Crediamo che sia necessario costruire una tomba del Migrante ignoto che, così come si fece nel 1920 per i caduti della Grande Guerra, contenga una delle tante salme rimaste senza nome». Monumenti in ricordo delle vittime sono stati già eretti a Napoli e a Palermo, ma i Radicali ritengono che sia necessario creare un “luogo istituzionale” e “un simbolo di fratellanza contro le strumentalizzazioni gridate a gran voce dalla Lega e da altri partiti europei xenofobi che servono a muovere pance e voti ma non certo a risolvere il problema“.

Proprio come si fece per onorare le salme rimaste senza nome tra i soldati che persero la vita per onorare la loro Patria, ora si vorrebbe costruire una tomba per le migliaia di morti di questi anni nel Mediterraneo.

«Un modo per consentire ai parenti delle vittime che non hanno mai potuto ritrovare i loro cari deceduti di avere un luogo dove piangerli e ricordarli, in una località idonea sulle nostre sponde».

 

 

 

 

 

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