Marino amico del Papa: la grottesca beatificazione su La Stampa

papa marino
Ignazio Marino alle spalle di Papa Francesco (AFP)

È partita la beatificazione del sindaco di Roma, Ignazio Marino, da parte de La Stampa.

Il quotidiano torinese in un’arditissima operazione di revisionismo politico-religioso prova a sancire una fantomatica alleanza tra il chirurgo venuto da Genova (improvvisato sindaco della Capitale d’Italia) e il pontefice. La Stampa arriva addirittura a dipingere Bergoglio come il miglior amico di Marino, l’unico che gli è stato vicino durante la bufera di Mafia Capitale.

“Telefonate e incontri. Quel legame a sorpresa fra Marino e il Papa” è il titolo dell’intera pagina (con richiamo in prima) che ripercorre le varie tappe dell’amicizia. Il primo appuntamento privato avvenuto il 4 luglio di due anni fa è stato seguito dall’incontro in piazza San Pietro ad aprile dell’anno seguente: Papa Francesco, riconosciuto Marino tra la folla, ha chiesto all’autista della papamobile di fermarsi per salutare il primo cittadino della Capitale. Peccato che a gettarsi sotto la papamobile per farsi notare fu lo stesso Marino. Lo scorso agosto, invece, Bergoglio ha ironizzato sulla barba che nel frattempo il sindaco si era fatto crescere: “Ti sei fatto francescano!”. Poi arrivò dicembre e, durante la festa dell’Immacolata, il pontefice riservò un saluto “caloroso” al sindaco, subito dopo la prima ondata di Mafia Capitale.

Ecco, Mafia Capitale: Marino viene addirittura descritto come il “super-eroe dell’anti mafia capitolina”. Non solo: “nei due anni nei quali Marino ha contrastato in solitudine le opacità (SIC!) del Pd romano e le resistenze dei poteri forti cittadini, chi non ha mancato di sostenerlo è stato Papa Francesco”. Solo a chi non vive nella Capitale può esser sfuggita la foto scattata nel corso della campagna elettorale che ritrae Salvatore Buzzi, il dominus delle cooperative rosse al centro del mondo di mezzo, assieme a Ignazio Marino e Luigi Nieri, rispettivamente diventati sindaco e vice sindaco di Roma. E sì che Marino ebbe il coraggio di affermare di non aver mai conosciuto Buzzi. Non solo, proprio alla cooperativa 29 giugno Marino decise di devolvere il suo primo stipendio da sindaco. Solo a chi non vive nella Capitale può esser sfuggita l’intercettazione in cui Buzzi rivelava che “se Marino resiste altri tre anni “Se resta Marino in tre anni ci mangiamo Roma”. E questo sul piano dell’inchiesta giudiziaria.

Sul fronte etico e religioso ci sarebbe molto altro da dire. Secondo La Stampa, nell’ottobre 2014 quando in Campidoglio si è svolta la cerimonia senza precedenti, con la registrazione collettiva di alcune unioni tra gay, Marino ha ricevuto il segnale più importante dal Papa. O meglio, quello di Bergoglio sarebbe stato un “non segnale” che avrebbe acconsentito. Peccato che sempre a La Stampa sfuggano le parole del presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, secondo cui il Papa viene puntualmente «oscurato» dai media e dai fautori del «pensiero unico». Come abbiamo già scritto, secondo Bagnasco vengono ignorate le parole del pontefice sui temi come la famiglia, la teoria di genere e l’aborto o sul «diritto dei bambini a crescere in una famiglia con un papà e una mamma» o quando disse che «la teoria del gender è uno sbaglio della mente umana…». «Sembra che a volte certe parole del Papa, non in linea con il pensiero unico – ha affermato Bagnasco – siano oscurate da chi ha altre parole da far valere e diffondere nella pubblica opinione…».

Bisogna ricordare, infine, il rifiuto ostinato di Bergoglio nel nominare ambasciatore francese presso la Santa Sede il gay dichiarato, Laurent Stefanini. Il papa ha chiarito a Stefanini di “non farne una questione personale contro di lui”, ma di non aver apprezzato l’approvazione delle nozze omosessuali in Francia nel maggio del 2013, “né i metodi dell’Eliseo che tenta di forzargli la mano”. La chiusura di Papa Francesco verso il governo Hollande è stato certamente un segnale importante verso il popolo cattolico francese che nei mesi scorsi si è riversato in piazza per protestare contro le leggi liberticide su omofobia e transfobia, teoria del gender, e per contrastare i matrimoni e le adozioni a coppie omosessuali.

Siamo proprio sicuri di quest’amicizia tra sindaco e Pontefice?

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