Piovono firme pro Bagnoregio, ma soldi zero

Da due settimane è in rete la petizione lanciata dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti per riconoscere Civita di Bagnoregio tra i siti Patrimonio dell’Umanità per l’Unesco. In pochissimi giorni sono state raccolte 16.000 firme. Molte anche da personaggi illustri, primo tra tutti l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma servirà a qualcosa?

Arroccato su una collina di tufo e collegato al resto del mondo tramite un precario ponte pedonale, il “borgo che muore” in provincia di Viterbo è uno dei più belli e suggestivi d’Italia, ma è sulla via del tramonto a causa di numerose frane. E’ stata oggetto di attenzioni amorose da parte del mondo del cinema che l’ha scelta come scenografia naturale di moltissimi film. Fellini, Giulietta Masina, Totò, Steno, Alberto Sordi, Benigni e Troisi hanno passeggiato per le vie medievali girando innumerevoli film. Forse per questo la petizione di Zingaretti sta prendendo così tanti consensi.

Ma l’entrata a far parte del Patrimonio dell’Unesco è la soluzione? Servirà davvero a salvare la splendida cittadina? Giovanni Puglisi, presidente della commissione italiana per l’Unesco, spiega a La Stampa “diventare Patrimonio dell’umanità significa cedere la proprietà di un territorio all’umanità e registra l’impegno del Paese a mantenere il luogo nelle condizioni in cui si trovava al momento del riconoscimento”. Quindi non significa ottenere i 7milioni di euro che secondo i geologi servono per ristrutturare le fondamenta. Un eventuale riconoscimento da parte dell’Unesco non porterebbe al borgo neanche un centesimo. Al massimo può essere un motivo in più per tentare di raccogliere i fondi, ma di fatto non cambia nulla.

“Speriamo che l’appello instauri un meccanismo di finanziamenti” continua Puglisi. Si dicono tutti ottimisti ma nelle casse di Civita per ora nemmeno un euro. Neanche da parte dei ricchissimi sottoscrittori della petizione.

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