Passera alla meneghina: altro che il rozzo Salvini, è lui il nuovo Berlusconi

A chi si immaginava edicolanti subissati dalle richieste di quotidiani da parte di assatanati cittadini desiderosi di leggere i resoconti del partito “nato per costruire un’alternativa politica seria per il rilancio dell’Italia” e destinato a trascinare Corrado Passera sulla poltrona di sindaco del capoluogo lombardo dobbiamo dare questa brutta notizia.

Che la Direzione Nazionale di “Italia Unica”, la nuova creatura politica di Corrado Passera, si sia riunita sabato 6 giugno a Milano per “l’analisi del voto delle recenti elezioni regionali e amministrative e le conseguenti prospettive politiche”, non è interessato a nessuno.

Così, fortunatamente per gli edicolanti italiani (soprattutto per quelli di Milano e dell’hinterland), domenica scorsa non c’è stato bisogno di transennare l’accesso a chioschi e negozi.

Solo qualche scarna riga sui quotidiani nazionali ha accompagnato l’avvento del nuovo Messia, profeta della brava e buona borghesia meneghina che, stando alle premesse, non si sarebbe potuta sottrarre dal votare a valanga l’ex-banchiere (da contrapporre a quello sfigato di Matteo Salvini) già mega-ministro di quell’altro lombardo d’eccezione che corrisponde al nome del senatore a vita Mario Monti.

Una figura meschina se si pensa che Passera, nella sua ingiustificata megalomania di essere il nuovo leader dei moderati italiani, ha già annunciato che “Italia Unica” presenterà proprie liste alle amministrative dell’anno prossimo “in tutte le città principali… per dimostrare la forza del nostro progetto”, tanto da mettere in allerta tutti gli edicolanti sul territorio nazionale che si erano immaginati centinaia di migliaia gli italiani desiderosi di abbeverarsi al verbo del nuovo Berlusconi, di leggere punto per punto le rivoluzionarie ricette per il ritorno al successo del centro-destra. E invece no.

Eppure Passera ce l’aveva messa tutta per creare un po’ di suspense nei giorni scorsi quando, alla luce dei risultati delle regionali, aveva fatto sapere che l’alleanza con la Lega di Salvini, l’ex-banchiere la vedeva “difficile”. Certo, come no. Quando uno ha a disposizione un leader come lui, che si è già confrontato vittoriosamente più e più volte con le urne, perché dovrebbe farsi tarpare le ali da un accordo del genere?

Già, ma allora come fare ad evitare un eventuale confronto alle “primarie”? Semplicissimo: basta escludere Salvini, che ormai è di estrema destra. Un genio della politica.

Direbbe Totò buonanima: Passera, ma ci faccia il piacere, ci faccia!

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