Emergenza sbarchi: le frasi di Maroni e i contesti totalmente diversi

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Ci vuole un bel coraggio per rinfacciare al presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, le frasi sui migranti che pronunciò quand’era ministro dell’Interno: “Tutti devono farsi carico dell’accoglienza dei migranti”. Peccato che il contesto fosse totalmente differente.

Anzitutto, all’epoca c’era un presidente del Consiglio che rispondeva al nome di Silvio Berlusconi capace di stringere con l’allora presidente della Libia, Muammar Gheddafi, un importante accordo. Era il 2008 e con il trattato siglato, l’Italia riuscì a vedere ridotto il numero dei clandestini che arrivavano sulle nostre coste. Non solo: da allora – attraverso un risarcimento alla Libia di circa 5 miliardi di dollari in 20 anni – era possibile disporre anche di «maggiori quantità di gas e di petrolio libico, che è della migliore qualità» secondo le parole di Berlusconi. Come ha scritto Il Tempo “nel 2008 gli sbarchi nel nostro Paese erano 37mila. Ad agosto di quell’anno viene firmato il «Trattato di amicizia e cooperazione» fra Italia e Libia a Bengasi e nel 2009 sulle coste italiane arrivano 9.600 clandestini, mentre l’anno successivo, il 2010, il numero scende a 4.400. In due anni una diminuzione di quasi il 90%”.

Poi arrivarono le finte primavere arabe, l’illusione della liberazione dei popoli mediorientali a colpi di social network e tra i dittatori spodestati ci fu anche Gheddafi. Ora la situazione di terrore creata dall’Isis all’interno del vuoto politico è sotto gli occhi di tutti. Altrettanto evidente è la situazione degli sbarchi sulle nostre coste: “nel 2014 – ancora secondo Il Tempo – il numero di immigrati che partono dalla Libia per l’Italia, arriva a 140mila”.

Non sono servite a nulla le missioni annunciate nel corso degli anni dall’attuale capo del Viminale, Angelino Alfano, come Mare Nostrum, Triton e Frontex: le operazioni di cui l’Italia si è fatto carico con costi insostenibili si sono rivelate un buco nell’acqua del Mediterraneo.

Ora i presidenti di alcune Regioni – Maroni in Lombardia, Toti in Liguria e Zaia in Veneto – hanno il coraggio di puntare i piedi e dire no a nuove ondate di immigrati bloccando nuovi fondi ai comuni che decidono di accogliere nuovi migranti: non lo fanno certo per razzismo, ma per incapacità logistica ed economica. In fondo stanno tenendo lo stesso atteggiamento di altri Stati europei come Austria, Germania, Inghilterra e Francia. Peccato che il virus buonista in Italia si è radicato producendo mali incurabili come il business dell’accoglienza di Mafia Capitale.

 

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