Roberto Berardi ancora prigioniero in Guinea Equatoriale: “Sta per morire”

Non c’é pace per Roberto Berardi, l’imprenditore italiano di Latina che dal gennaio 2013 si trova rinchiuso, ingiustamente, nella fatiscente galera di Bata, in Guinea Equatoriale.

Niente libertà per lui, continua il suo calvario, così come continua a perdere peso e a rischiare di morire. Non lo vogliono fare uscire Berardi, potrebbe rivelare le malefatte del presidente della Guinea,Teodoro Nguema Obiang Mangue, detto Teodorin ‘il Principe’ (su di lui c’è un mandato di cattura interazionale per crimini contro l’umanità e riciclaggio).

L’accanimento contro il nostro connazionale è verognoso. Pochi giorni fa (il 5 giugno), proprio Teodoro Obiang ha concesso l’amnistia per alcuni detenuti, perché era felice di festeggiare il suo compleanno. Una notizia importante se si considerano le condizioni delle carceri della Guinea Equatoriale. Naturalmente, però, Berardi non era nella lista di quei reclusi che hanno beneficiato dello “sconto” ed è rimandato chiuso in cella. Per lui, sbattuto da oltre due anni in galera, l’amnistia è un miraggio lontano.

L’organizzazione non governativa “Equatorial Guinea Justice”, diretta da un cittadino della Guinea Equatoriale residente negli Stati Uniti, ha diramato un durissimo comunicato stampa nel quale denuncia le vicende legate a Roberto Berardi: “La decisione è scandalosa, le autorità della Guinea Equatoriale pur di mantenere il signor Berardi in cella non si fanno problemi a violare ulteriormente il suo diritto alla libertà personale ed alla sicurezza. Questa manipolazione dimostra chiaramente la mancanza di indipendenza del potere giudiziario. Non esiste alcuna base giuridica per la continuazione della detenzione del signor Berardi. La tortura e l’ingiusta prigionia del signor Berardi in condizioni spaventose ha gravemente compromesso la sua salute. Prolungare la detenzione di altre settimane non è solo crudele, ma persino illegale”.

La domanda però è sempre la stessa: ma l’Italia cosa fa? Nulla, si è praticamente arresa dopo i primi, vani, tentativi di appello e di diplomazia con la Guinea Equatoriale. Ma qui la situazione è ormai degenerata, Roberto Berardi deve tornare a casa altrimenti rischia di morire. “Ogni tipo di diritto umano è stato calpestato, per fabore aiutateci”, il messaggio disperato della famiglia.

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