Una coppia romana non può avere figli, comprano un neonato a 300 euro da una ragazza romena

Succede anche questo. Purtroppo. Un coppia felice, sposata da anni ma con una sola difficoltà: l’impossibilità di avere figli. E, come accade per l’economia, l’offerta incontra la domanda. A. R., sessantenne romano, incontra una ragazza straniera incinta e decisa a disfarsi di quel bambino non desiderato. Così, una volta partorito, l’uomo dichiara di essere il padre naturale del piccolo.  Ora però, la vera mamma e il finto papà rischiano di finire a processo, con l’accusa di avere firmato un atto di nascita falso, alterando lo stato civile del neonato.

“Quando il piccolo è nato, mi ha consegnato 300 euro, dicendomi di tornare in Romania e che mi avrebbe aiutato a preparare i documenti” ha dichiarato la ragazza. Poi, hanno riconosciuto il bambino all’anagrafe. E l’affare è fatto! La drammatica storia è stata scoperta dagli assistenti sociali dell’ospedale San Camillo di Roma a cui A.R. aveva raccontato di aver avuto una storia extraconiugale con la trentacinquenne romena e di essersi preso le sue responsabilità, riconoscendo il bambino. Ben presto, però, gli operatori della struttura si accorgono che il certificato di nascita è un falso. Il castello di bugie crolla, ma l’amarezza di sapere che la vita di un bambino vale 300 euro, rimane.

 

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