Le scoperte della scienza e i passi indietro del sistema sanitario italiano

Strana disciplina quella della scienza. Mentre è stata riprodotta una malattia infantile su un chip elettronico, negli ospedali italiani due bambini su tre non hanno adeguate cure contro i dolori.

Dall’università di Harvard è stato annunciato che il tessuto di un cuore malato è stato coltivato dai ricercatori su un chip partendo da cellule staminali. In questo modo è stato possibile riprodurre su un chip elettronico la sindrome di Barth, una grave e rara malattia cardiaca che colpisce i più piccoli. Una scoperta importante che, alla base, ha anche dei meriti italiani. Nel 1996, infatti, gli studiosi del Cnr di Pavia scoprirono la mutazione della proteina che provoca la malattia.

Negli ultimi tempi la scienza biologica ci ha riservato notizie inaspettate, come il concepimento, nel grembo di una donna, di due gemelli non suoi attraverso la fecondazione eterologa. Un episodio tragico dovuto alla disattenzione umana. Interessi economici, invece, erano alla base del traffico internazionale di virus denunciato da L’Espresso qualche settimana fa. In seguito all’allarme aviaria, l’allora governo Berlusconi fu costretto ad acquistare medicinali, poi inutilizzati, per 50 milioni di euro. La speranza è che la riproduzione della malattia su un chip elettronico non nasconda altri interessi poco trasparenti o che venga sfruttata in maniera responsabile.

Dal mondo sanitario italiano, infatti, arriva una notizia che fa riflettere. Nei pronto soccorso italiani solo 1 bambino su 3 riceve cure adeguate contro il dolore. Una mancanza grave che denuncia l’arretratezza del sistema sanitario nazionale.

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