Una tantum? “Una volta l’anno” per la Lorenzin. I retroscena del polo Vaticano

Da sinistra: Profiti, Bertone, Versaldi e Lorenzin

I 30 milioni di euro distratti dai fondi pubblici stanziati per il Bambino Gesù per il salvataggio dell’IDI (“dettaglio” rivelato dall’intercettazione telefonica tra il cardinale Versaldi e il manager Profiti) facevano parte di uno stanziamento totale di 80 milioni di euro che l’ospedale romano, stando a quanto racconta il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, riceve «una tantum, anche se ripetuto nel tempo […] da almeno una dozzina di anni».

Qualcuno spieghi al ministro Lorenzin che “una tantum” significa “una e una sola volta” e che, se proprio vuole usare le locuzioni latine per darsi un tono, almeno prima dovrebbe sincerarsi sul loro significato.

Va avanti intanto l’inchiesta sul crac della Divina Provvidenza e sulla gestione delle cliniche vaticane in Puglia e si delinea meglio il profilo di Giuseppe Profiti, manager al centro delle indagini per il suo presunto ruolo di trait d’union.

Stando alle carte, infatti, per riuscire ad imporre i suoi uomini di fiducia nella gestione della Congregazione della Divina Provvidenza, Profiti si rivolse a destra e a manca. Soprattutto a manca: chiese appoggi, infatti, anche all’allora viceministro allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti (PD) che nei mesi scorsi ha preso il posto di Graziano Delrio come sottosegretario a Palazzo Chigi.

Le indagini hanno rilevato che anche intorno al senatore Antonio Azzollini si era creata una fitta rete di “fedelissimi” che operavano per garantirsi il controllo totale delle cliniche vaticane in Puglia. Obiettivo del quale erano informati appunto il cardinale Giuseppe Versaldi e l’ex segretario di Stato Tarcisio Bertone (nell’intercettazione del 2013 Profiti lo informa che quei 30 milioni della legge di stabilità sono arrivati al Bambino Gesù e che «serviranno, diciamo, per salvare l’IDI»).

BERTONE E PROFITI SONO AMICI e gli amici si vedono nel momento del bisogno: quando Giuseppe Profiti fu toccato dal ciclone Mensopoli e finì agli arresti domiciliari, fu sempre sostenuto dal cardinale (che addirittura lo fece ricevere dal Papa nel bel mezzo dell’inchiesta) e nonostante la condanna a sei mesi di reclusione fu nominato da Bertone al vertice del Bambin Gesù probabilmente come gesto (non ultimo) di gratitudine per non essere stato coinvolto nella vicenda giudiziaria.

UN UNICO GRANDE POLO SANITARIO CATTOLICO – Questo era il progetto, poi andato in fumo, al quale lo stesso Bertone aveva dato il suo consenso:  acquisire e gestire l’ospedale San Raffaele di Milano e raggrupparlo insieme ad altri ospedali della Santa Sede guidati da uomini di fiducia dell’ex segretario di Stato quali, appunto, il Bambino Gesù di Roma e la Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo. Una possibilità che né la CEI (che possiede il Policlinico Gemelli) né l’Opus Dei (proprietaria del Campus biomedico) vedono di buon occhio. Ettore Gotti Tedeschi, allora presidente dello IOR, fu rimosso nel 2012 dalla sua carica proprio per aver espresso parere sfavorevole su questo progetto.

 

 

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