RAI, Gubitosi abbaia ma non morde

Luigi Gubitosi

Il numero uno di viale Mazzini si lamenta del trattamento intensivo riservatogli dall’Ultima Ribattuta. “Diffamazioni”, dice. E vuole essere risarcito. Ma non querela. La lettera di Piero Di Lorenzo spiega il perché.

Caro Direttore,
ho appreso che l’ameno Gubitosi ha notificato a te e all’Ultima Ribattuta un atto di citazione in sede civile, accusandovi di una attività diffamatoria continuativa.
Ovviamente non entro nel merito perché sicuramente gli atti saranno stati redatti con grande perizia dai legali di alto rango di Luigi Gubitosi: sarà compito dei vostri avvocati rispondere e argomentare. Né scrivo per testimoniarti la mia solidarietà: la tua tenacia e la tua determinazione nel portare avanti le cause in cui credi sono ben note a tutti e quindi non ne hai bisogno.
Io, a corredo di questa ennesima iniziativa piagnucolosa di Gubitosi, desidero solo porre per ancora una volta la stessa domanda: ma perché, se lamenta sempre di essere ingiuriato e diffamato, non presenta una bella querela? Di cosa ha paura il don Abbondio nazionale della RAI? Cosa deve nascondere che teme di dover rivelare nel corso di un interrogatorio dibattimentale?
Forse teme di dover spiegare perché ha mantenuto al suo posto, lasciandole inalterato il potere di intimidazione sui potenziali testimoni del suo opaco operato, la spudorata mentitrice Chiara Calvagni? O ha paura di dover spiegare perché ha lasciato nella strategica posizione di capo del personale Valerio Fiorespino dopo aver scoperto che lo stesso ha dichiarato platealmente il falso nell’auditing relativo alle mie denunce per difendere la predetta spudorata mentitrice?
Oppure ha paura di dover rispondere con la spada di Damocle di essere smentito in contemporanea dalle prove in merito alla natura dei rapporti suoi e dei suoi famigli con Stefano Lucchini, Denise Pardo, Emanuela Fiorentino, Osvaldo De Paolini l’Opus RAI e gli altri della compagnia?
Oppure ha paura di dover rispondere sulle motivazioni che lo hanno indotto a non ascoltare un fornitore che dichiarava pubblicamente che in RAI operava la Mafia?
Chissà se l’ameno e sempre più offeso direttore RAI si rende conto di quanto sia poco credibile chi ha, diciamo, sottovalutato tali denunce salvo apprendere un anno dopo che i bar della RAI erano nelle mani di Mafia Capitale senza gara.
Chissà se almeno Gubitosi riesce a comprendere quanto sia grave aver consentito ai colleghi dei cialtroni denunciati di aiutare gli stessi a evitare il rinvio a giudizio intimidendo chi voleva parlare con l’esempio del trattamento criminale riservato alla LDM (forse qualcuno avrà un sussulto di dignità e mi querelerà).
Chissà se l’ameno Gubitosi si rende conto che il suo comportamento inerte ed ignavo ha convinto a tacere (per il momento) chi voleva denunciare la combriccola mafiosa che gestisce gli affari in RAI.
Caro direttore, nell’atto di citazione sono sicuramente riportati i brani delle interviste e degli articoli ritenuti diffamatori. Vedrai che sarà un boomerang per Gubitosi perché il magistrato che legge sarà certamente “incuriosito” e magari si chiederà cosa è accaduto in RAI durante la direzione di Gubitosi che doveva e poteva essere l’occasione per “ripulire” l’azienda e che invece, a causa dell’ignavia del don Abbondio nazionale, resterà agli annali come la “direzione inutile” che ha sprecato la grande occasione.
E la domanda che rimane sospesa è: perché e chi ne ha tratto giovamento?

Piero Di Lorenzo

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