Abusi su minori: in libertà il responsabile della casa famiglia ‘Monello mare’

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Fabio Tofi, responsabile della casa famiglia ‘Monello mare’ di Santa Marinella, è tornato in libertà.

Lo psicologo era agli arresti domiciliari dallo scorso 13 maggio perché accusato di molestie sessuali su minori da parte di due ragazze ospitate presso la struttura. Dopo lo scoppio della vicenda siamo stati contattati dall’equipe del ‘Monello mare’ per mettere in chiaro alcune cose. Anzitutto gli psicofarmaci: una delle accusatrici aveva dichiarato di essere stata costretta ad assumerli a forza dagli educatori, ma nel corso della perquisizione degli agenti non sono stati ritrovati.

“Il tutore della minore – ci scrivono dal ‘Monello mare’ – dopo averci denunciato si è tolto dal suo incarico, ma non sappiamo con quale motivazione. Il tutore per legge deve dare delle motivazioni non può sollevarsi dall’incarico a suo piacimento”. Fabio Tofi, in particolare, è stato accusato dalla ragazza più piccola di poggiare le mani sulle gambe e sulle spalle, “l’accusatrice più grande ha riferito di venire presa a spallate dall’educatrice: peccato che la ragazza pesasse 97 chili e la nostra operatrice ha una protesi discale alla schiena. Inoltre, entrambe hanno accusato un’altra educatrice (che al tempo era incinta di 7 mesi) di picchiare un ragazzo di 18 anni, mentre hanno affermato che la psicologa tirava le scarpe contro i ragazzi. Le accuse sono state mosse solo e soltanto dalle due ragazze e non confermate da nessun altro ospite. Si tratta di racconti che per essere creduti avrebbero bisogno di conferme serie: il medico dei ragazzi della casa famiglia non vede l’ora di essere interrogata, conosce perfettamente la situazione di tutti i ragazzi e si ricorda benissimo delle ragazze accusatrici”.

“Le indagini – hanno proseguito – sono ancora in corso e si parla ancora di “indizi” verso Tofi e gli altri educatori. Ci preme sottolineare come le accusatrici – due soggetti borderline – abbiano sentito la necessità di violare, di operare un’effrazione, una distruzione, una lacerazione, uno sfondamento, di un limite protettivo di noi come persone curanti e del contesto. In effetti il protocollo ci insegna quanto per il paziente borderline non esistono le regole dell’umanità, ma quelle della rabbia, della sopravvivenza, dello scontro, della crudeltà, dell’umiliazione dell’altro e del sesso senza scopo. Tutto nasce da gravi traumi subiti nell’infanzia, traumi che il giovane borderline ha bisogno di ripeterli, riproporli nel presente come una tendenza a ricrearli per poi padroneggiarli. Per loro violare la moralità è prioritario, non a caso la Scuola teme molto questi ragazzi e spesso non è in grado di sostenerli. Capita spesso di assistere a rabbie furiose senza scopo, a seduzioni senza scopo, a isterizzazioni massicce, all’immedesimarsi in figure posticce, alle esagerate dipendenze da figure ambigue e a tentativi di annegare in angosce con l’uso di sostanze o alcool”.

“La denuncia che ha portato all’arresto del Responsabile della comunità – ribadiscono dal ‘Monello mare’ – è stata fatta dall’Assistente sociale e dal Tutore, quest’ultimo però subito dopo la denuncia si è sollevato dall’incarico. Ci siamo chiesti se da parte di due tecnici non fosse stato più utile fare una attenta valutazione delle dichiarazioni considerato che questo è in primis il loro ruolo”.

 

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