Rinnovo patente sequestrata: test, analisi, spese e visite mediche ogni tre mesi. Per otto anni

Devi rinnovare la patente perché ti hanno trovato positivo all’alcool test e te l’hanno sequestrata? Auguri. Mettiti l’anima in pace perché ci vorrà tanto, troppo tempo. Perché, se malauguratamente ti trovano positivo ad un controllo, prima di riavere una patente totalmente nuova e “pulita”, ci vorranno otto anni. Diversi anni, in qualche caso ce ne sono voluti molti di più.
A volte non ne sono sufficienti nemmeno dieci per riappropriarsi completamente del documento di guida. Sì, perché una volta “riabilitati”, ci si deve comunque sottoporre a periodiche visite mediche, che vengono effettuate ogni tre mesi. Lunghe code agli sportelli, mesi di attesa per prenotare un appuntamento con gli uffici che sono aperti poche ore e soltanto la mattina. In molti sostengono anche che il personale sia sgarbato e non aiuti i comuni cittadini che con le pratiche sui rinnovi hanno difficoltà. “Quando sono andato alla motorizzazione, la signorina all’accettazione per 10 minuti si è fatta i cavoli suoi con una amica per scegliere le tutine della nipote”, ha raccontato una testimone diretta interessata. “Mi ha lanciato i miei fogli bollati farfugliando che mi dovevo ripresentare alla commissione medica legale, ma non mi ha voluto dire quando, dicendomi che non ne era a conoscenza e dovevo saperlo di mio”.
Le visite, poi, sono spesso lente e si effettuano presso una commissione provinciale, severissima, che analizza esami del sangue, test clinici e, di volta in volta nel tempo, il curriculum, la condotta che si è tenuti alla guida. Medici che decidono sull’idoneità alla guida ed il tunnel del rinnovo patenti riserva brutte sorprese, anche economiche. Si, perché tutti questi “procedimenti burocratici” hanno un costo elevato. In un anno si possono arrivare a spendere anche 2 mila euro, tra bollettini postali, versamenti su conto corrente, medici, esami e visite specialistici, marche da bolle e fototessera.
Basta un errore, una minima “ricaduta” che superi la fatidica soglia dello 0,50 di alcool, che si riparte dall’inizio, da zero. Ricomincia il massacrante percorso riabilitativo. Non ci sono sconti (almeno per le persone comuni e non raccomandate) e non esistono scorciatoie. Anzi, con il nuovo codice della strada, se sei stato a cena con gli amici ed hai bevuto anche solo due bicchieri di vino, o la classica “birretta” in compagnia e ti fermano per un controllo, è l’inizio di un calvario lunghissimo. Ovviamente, il sequestro della patente quando sei positivo all’etilometro è immediato e varia, in termini di tempo e multa, a seconda del tasso alcolemico in corpo. In alcuni casi è previsto anche il ritiro del mezzo e l’arresto, se sei proprio ubriaco marcio e rischi di ammazzare qualcuno. E qui tutto giusto e nulla da obiettare. Ma, sia se ti tolgono la patente per 2 o 6 mesi, un anno, due anni, il tempo perché tutto si ristabilizzi (senza esser visto come un “ubriacone” e terminare le visite continue) è sempre lo stesso. Un controsenso incredibile perché chi ha bevuto due bicchieri di vino a cena non può essere considerato alla pari di un alcolizzato che si mette al volante ubriaco. Per questo motivo gli avvocati intasano i tribunali con i ricorsi ed impugnano le decisioni perché non accettano il sequestro della patente. Anche perché gli alcol test non sempre sono infallibili.
Dopo aver scontato la pena per essere risultati positivi, la patente te la ridanno, ovviamente. Ma prima che tutto torni alla normalità (ovvero stop alle visite e controllo periodici) devi combattere la “battaglia” contro la burocrazia del tribunale. Ci vuole una riabilitazione lunga che comporta dedizione, visite, ed anche costi elevati. Con medici che impugnano spade di Damocle contro coloro che rivogliono la patente nuova ogni tre/sei mesi e anche dopo cinque anni e otto anni. Ed ancora, percorsi riabilitativi specifici per tutti quelli sorpresi “alticci”, ed un corso di una mezza giornata, spesso il sabato mattina (20 euro ad incontro) in cui si affrontano le tematiche relative all’alcool, sia da punto di vista clinico-medico che da quello sociale e riabilitativo.
Per chi invece ha fatto uso di sostanze stupefacenti il percorso riabilitativo è ancora peggio: continui esami del sangue e, da subito, un “battesimo” di cinque esami (ogni tre mesi) di analisi delle urine e una spesa di trecento euro.
Il tutto, come detto, per otto anni almeno. Solo dopo questo lungo lasso di tempo si può rientrare nell’arco della normale validità del documento. E di tornare in possesso di una patente “nuova”. Fermo restando che tutto funzioni al meglio e che non ci siano intoppi, sia per le analisi sia per l’aspetto della valutazione psicologica. Cosa che a volte è piuttosto difficile per la severità nel giudizio dei test. Se poi, in questo iter, incappa un giovane neopatentato (tra i 18-20 anni), non potrà rientrare nella normale scadenza patente prima del compimento del 33° anno d’età.

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5 Commenti

  1. Andrea said:

    Ciao sentite mi avete propio scoraggiato o guido senza o la lascio a loro oramai ho 60 anni quasi che mi resta da fare? smettere certo ma di sperare di riprenderla

  2. claudio said:

    ma che pallonari siete? I tempi che avete indicato non corrispondono alla realtà. Lo posso affermare perchè ho una notevole esperienza in materia. Nel corso di 35 anni ho subito una revoca e 4 sospensioni.

  3. Ami C. said:

    Ciao a tutti. A me l’hanno ritirata 8 anni fa. La prima volta me l’hanno ridata per 5 anni ( cdt a 1,3 + relazione del NOA). Al secondo incontro me l’hanno ridata per 3 anni ( cdt 1,3 senza relazione del NOA) chiedendo cosa bevessi!!! Il 6 giugno ho il terzo incontro, premetto che non abuso mai di alcool e per l’occasione l’ultimo bicchiere di vino risale al 7 aprile, poi dieta ferrea fino al 6 giugno. La cdt il 2 maggio era 0,5 ( con metodo vecchio) mentre il 7 maggio era 1,3 con metodo hplc. La differenza è enorme e reputo che l’esame sia empirico. Durante i mesi di ritiro mi sono fatto seguire dal NOA con prelievi ogni 21 gg. La cdt si è sempre abbassata fino a 0,39 fino all’ultimo prelievo dove è tornata a 1,3 e la loro unica risposta è stata “hai bevuto “… Questo è il loro metodo scientifico…
    Una domanda, ma una volta consegnati gli esami alla commissione patenti, cosa se ne fanno? Come minimo dovrebbero fare un controllo incrociato con chi ti ha fatto gli esami… Boh…

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