Collaudi milionari Mose, nella lista 7 ex manager ANAS

Che gli “arricchimenti da collaudo” siano una pratica da debellare è risaputo. Armani stesso, tra i provvedimenti più urgenti, ha inserito in agenda una norma che eviti che qualunque dirigente, senza averne titolo, possa in futuro effettuare le verifiche e intascare i premi connessi.

Intanto, però, stanno venendo fuori i numeri relativi ai vari collaudi effettuati negli anni per il Mose di Venezia. E, soprattutto, stanno venendo fuori i nomi.

Come riporta il Corriere, sono ben 130 i collaudatori che hanno verificato la correttezza dei lavori eseguiti per il sistema di dighe (prima dello scandalo e del commissariamento). A questi vanno aggiunti altri 186 nomi di quanti hanno collaudato lavori minori, sempre collegati al Mose. Per un totale di 316 collaudatori.

Un numero esagerato. Come è esagerato l’ammontare complessivo dei loro compensi: 19 milioni 818.524 euro e 76 centesimi (dei quali 14,2 per l’opera principale e il resto per quelle minori). Soldi pubblici.

Ma passiamo ai nomi: nella lista di un’opera che, è bene sottolinearlo, riguarda la costruzione di una diga troviamo 7 persone che sono state al vertice di ANAS (che gestisce strade e autostrade). Si tratta per la maggior parte dei “soliti noti”:

– PIETRO CIUCCI, ex presidente dell’ANAS, che ha percepito compensi per 762 mila euro;

– PIERO BUONCRISTIANO, ex capo del personale in ANAS in pensione ed ex Ad di CAV, Concessioni Autostradali Venete Spa, con 562 mila euro;

– ALFREDO BAJO, attuale condirettore generale tecnico ANAS, 244 mila euro;

– VINCENZO POZZI, ex presidente dell’ANAS che ha percepito un compenso di 1,127 milioni di euro (che vanno ad aggiungersi alla liquidazione netta di 1 milione 398 mila 862 euro e 70 centesimi che gli spettava per aver ricoperto il ruolo di presidente dal 19 dicembre 2002 al 20 luglio 2006);

– FRANCESCO SABATO, ex dg ANAS, 394 mila euro;

– MASSIMO AVERARDI, ex dirigente ANAS, 242 mila euro;

– MAURO COLETTA, ex dirigente che in ANAS si occupava delle concessionarie autostradali e dal 2012 è operativo al ministero delle Infrastrutture, che ha percepito compensi per 321 mila euro.

Tutto lecito e legale, per carità. Ma va detto che è impossibile non vedere un conflitto di interessi grande almeno quanto il Mose stesso.

Nella lista compaiono anche 36 dirigenti del ministero delle Infrastrutture, tra cui Francesco Errichiello (nominato nel 2012 super consulente per Expo2015), Roberto Daniele (attuale presidente del magistrato delle acque di Venezia, autorità che sovrintende il Mose). E alcuni tecnici, esperti però di ferrovie, come Emilio Maraini (ex presidente Italferr) e Carlo Villatico Campbell (Italferr SIS.TAV S.p.A). Troviamo persino un geometra, Gualtiero Cerasali, in barba alle normative che prevedono almeno la laurea. Dulcis in fundo, troviamo Vincenzo Fortunato, magistrato ex capo di gabinetto del ministero dell’Economia e Mario Basili, revisore dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco.

A che titolo?

Fortuna che sono arrivati i commissari al Consorzio Venezia nuova. Hanno scoperto, infatti, che era già stata costituita la commissione per il collaudo finale del Mose. E indovinate da chi sarebbe stata composta? Da Pietro Ciucci, Vincenzo Fortunato Vincenzo Pozzi.

Sembra una barzelletta: c’erano un esperto di finanza, un magistrato e (toh! finalmente) un ingegnere. E volevano collaudare una diga. Ma non fa ridere.

 

 

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