Ugl Telecomunicazioni: “No a delocalizzazione e licenziamenti Ericsson”

ericsson sit in ugl telecomunicazioni

Dopo gli ultimi licenziamenti della Ericsson, Ugl Telecomunicazioni scende in campo per chiedere che le multinazionali presenti in Italia non spostino, verso i paesi low cost, i posti di lavoro creati dal mercato italiano.

Lo scorso 5 maggio, infatti, Ericsson Telecomunicazioni ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per dichiarati esuberi di 150 lavoratori dipendenti e 16 dirigenti: i successivi incontri tra sindacato e vertici aziendali non hanno prodotto nulla di buono. E così non rimane che sperare di aver sollevato l’attenzione con il sit in svolto venerdì scorso sotto l’ambasciata di Svezia (che ha portato all’incontro con l’ambasciatore in Italia) e con la riunione con l’assessore al Lavoro della Regione Lazio, Lucia Valente.

“Siamo preoccupati da questa ennesima procedura di licenziamento collettivo – ha dichiarato Stefano Conti, Segretario Generale UGL Telecomunicazioni – anche perché riteniamo che uno dei motivi alla base di questa decisione aziendale risiede nel massiccio ricorso alla delocalizzazione di attività verso Paesi a basso costo. Il fenomeno purtroppo lo conosciamo bene e sta contribuendo, insieme alla crisi, a frantumare il settore delle Telecomunicazioni”.

“Siamo stati ricevuti assieme alle segreterie territoriali di Slc-CGIL, Fistel CISL e UiIcom Uil ed una delegazione di RSU del sito di Roma negli uffici della Camera da una delegazione formata dal deputato Miccoli e dal Capo Segreteria del Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Giovanni Battafarano – ha spiegato Luigi Le Pera segretario provinciale di Roma UGL Telecomunicazioni – Durante l’incontro la delegazione sindacale ha esposto le problematiche attuali che riguardano il perimetro occupazionale dell’azienda Ericsson Telecomunicazioni, ribadendo la volontà di non accettare i licenziamenti annunciati dall’azienda in quanto la stessa risulta aver chiuso in attivo il bilancio 2014 continuando ad essere un player mondiale delle telecomunicazioni, presente in Italia dal 1918”.

Ericsson Italia ha uno dei più alti fatturati del gruppo Ericsson mondiale, ma sembra non bastare. L’azienda, infatti, invece di convertire i suoi tecnici su nuove aree di mercato e sulle nuove tecnologie, preferisce licenziare il suo attuale personale per assumere nuovi dipendenti ed usufruire così degli importanti sgravi fiscali oggi concessi. Non solo: Ericsson, infatti, continua a delocalizzare attività lavorative del mercato italiano verso paesi a basso costo come Romania, Cina e India, semplicemente per aumentare i propri margini di profitto creando problemi occupazionali e sociali in Italia.

Per tutte queste motivazioni le sigle sindacali hanno lanciato la petizione per difendere l’occupazione in Italia (clicca qui per la petizione).

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