Basket: esulta la Dinamo Sassari, ma piange la Virtus Roma

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Una regione in festa, la Sardegna, per il primo scudetto di Sassari nel basket, un’altra, il Lazio, che invece non sa nemmeno se avrà ancora la propria squadra di riferimento, la Virtus Roma, nella massima serie. Stati d’animo completamente opposti quelli che si respirano nel panorama della pallacanestro italiana.

La Dinamo esulta, la vecchia Lottomatica piange. Il 9 luglio scadrà infatti il termine per iscriversi al prossimo campionato di A, ma per la Virtus potrebbe essere impressa la parola “fine” nel basket capitolino. Il motivo è semplice e, senza troppi giri di parole, la verità è che non ci sono più  soldi.

Il presidente Claudio Toti, dopo 15 anni alla guida del team romano, ha lanciato l’ennesimo appello, ma anche la politica sembra aver voltato le spalle alla squadra giallorossa. “Ho perso le speranze, non perfezionerò l’iscrizione in mancanza di un quadro chiaro che garantisca la copertura finanziaria della prossima stagione”.

Tutto finito dunque? No, resta ancora uno spiraglio di salvezza, perché Toti ha fatto sapere di garantire la ricapitalizzazione necessaria (1,5 milioni di euro) per rientrare nei parametri della Fedebasket. Ma sarà sufficiente per iscriversi? Vista la situazione è difficile pensarlo e il presidente ha appena ribadito che non lo farà a certe condizioni. La società è praticamente in vendita, ma i tempi sono strettissimi. Una settimana soltanto, poi sarà, nella migliore delle ipotesi, retrocessione. Per questo motivo Toti sarebbe anche disposto ad andare avanti, ma per farlo vorrebbe essere affiancato da un socio forte di cui però non c’è nessuna traccia e di sponsor disposti a mettere tanti soldi, poi, nemmeno l’ombra.

Restano sette giorni per salvare la storia della pallacanestro romana…

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