ANAS, nessuno arresti Conforti (almeno non prima che ci dia delle risposte)

Leopoldo L. Conforti

Tra i manager rinviati a giudizio per il disastro Alitalia c’è anche Leopoldo Conforti, uno dei potenti capi di ANAS. Per lui, in via Monzambano dal 2009, il Pm ha chiesto una condanna a due anni e mezzo per “dissipazione”.

Un’accusa mica da ridere per uno che è alla guida della Condirezione Generale Legale e Patrimonio. L’ufficio, insomma, che si occupa degli aspetti giuridici, dei contenziosi, dell’unità gare e contratti, degli acquisti e, in generale, del patrimonio ANAS.

Conforti, che fu fortemente voluto (e pagato) da Pietro Ciucci, non può finire in galera. Almeno non prima di averci chiarito alcune questioni che ci restano alquanto “confuse”.

Innanzitutto quella relativa all’Avvocatura dello Stato. Una casta intoccabile che pare perdere sistematicamente tutte le cause più importanti. Come ha sottolineato il presidente Armani in un’intervista al Sole 24 Ore, il contenzioso ANAS ammonta alla stratosferica cifra di 8,5 miliardi di euro di cui solo il 5% è stato risolto.

Perché? Vi è forse una “cattiva gestione” delle vertenze da parte delle Avvocature dello Stato regionali e di quella generale di Roma? Il dubbio è più che lecito se si pensa che vi sono stati ricorsi amministrativi dinnanzi al Consiglio di Stato, per contenziosi da centinaia di milioni di euro, dove l’avvocato dello Stato non si è nemmeno presentato alla discussione del merito. Come è possibile?

Ci scrive un dirigente che «la qualità dei lavori da parte delle imprese di costruzione è diventata scadente perché l’appaltatore ha sostituito gli staff tecnici con gli staff legali. Nelle imprese non si trovano più direttori di cantiere che sappiano come si costruisce una strada però tutti sanno perfettamente come si iscrive una riserva sul registro di contabilità. Studiano le offerte di gara non in funzione dei costi e dei ricavi ottenibili da un cantiere ma in funzione dei margini esistenti per iscrivere riserve. Il povero direttore dei lavori è costretto a fare più l’avvocato che il tecnico che controlla i lavori. Lettere di diffida e di richieste risarcitorie ogni giorno e il povero D.L. piuttosto che andare in cantiere rimane incollato alla sedia per tamponare gli assalti all’Erario. Dopo giorni di studio per scrivere una relazione tecnico-legale, spesso più legale che tecnica, per parare i colpi bassi di avvocati e imprenditori senza scrupoli, lo sventurato D.L. è costretto ad arrendersi davanti a sentenze emesse dai tribunali amministrativi che spesso hanno dell’incredibile; un tribunale nato per difendere la Pubblica Amministrazione, che ormai, nel 90% dei casi condanna l’Anas».

Possibile che un’azienda così grande come l’ANAS, con un bilancio gigantesco, si faccia ancora patrocinare dall’Avvocatura dello Stato? Da una parte si avvale della consulenza di studi legali internazionali e avvocati di grido (la cui selezione, a parer nostro, resta discutibile) e dall’altra utilizza avvocati di Stato che leggono per la prima volta gli atti mentre vanno in udienza o che, se riescono a leggere qualcosa uno o due giorni prima, finiscono per farsi sostituire con un collega ancor più ignaro, perché quel giorno hanno più udienze fissate. Avvocati che spesso non depositano la documentazione trasmessa da ANAS perché si perdono i fax o non scaricano la casella di posta certificata.

Questo è il sistema che difende l’ANAS in contenziosi da centinaia di milioni di euro.

Non stupisce che la maggior parte vengano persi. «Ma per le cause più importanti, l’esperto avvocato di grido che divide con l’appaltatore il bottino rubato all’Erario, ha sempre la meglio. A volte anche con la complicità di chi è pagato per difendere l’Erario, ovvero giudici e Avvocati dello Stato. In Italia i lavori pubblici saranno sempre un pozzo senza fondo finché lo Stato non deciderà di fissare un tetto all’importo delle riserve iscrivibile sui registri di contabilità. Un tetto basso naturalmente, perché vi assicuro che oggi è possibile fare impresa senza mezzi, maestranze e tecnici. E anche senza capitale societario, tanto finanziano le piccole imprese locali che poi vengono bidonate e falliscono» è l’amara conclusione del dirigente che ci ha scritto.

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8 Commenti

  1. Strano said:

    Ma Serafino Conforti, fratello di Leopoldo, non lavora o lavorava all’avvocatura dello stato?

  2. Il Contribuente said:

    Si rendano pubbliche le voci di bilancio degli ultimi 10 anni del contenzioso Anas,
    con l’ausicio che emerga, tra le voci di spesa, l’entità degli onorari legali
    corrisposti a professionisti esterni, e quelli alle avvocature pubbliche di Stato …
    Si renda altresi’ pubblica l’entità del contenzioso giudiziale patrocinato direttamente
    dalle strutture legali interne aziendali, ed in specie dai vertici legali della Direzione
    Centrale Anas, ivi comprese ambite procedure arbitrali e relativi compensi ….
    Solo una analisi di questo tipo può fornire un quadro completo sui reali beneficiari dei
    costi dell’enorme contenzioso giudiziario Anas… tutto il resto è aria fritta.
    Sarebbe alfine interessante sapere dal Sig. Presidente Armani se possa considerarsi normale
    che alla Direzione Legale Centrale aziendale continuino a ricoprire ruoli di vertice, figure
    recidive sotto il profilo della responsabilità contabile (Corte dei Conti – Sezione Giurisdizionale del Lazio: Sent. n. 180/2007 – Sent. n. 683/2013- Sent. 256/2015).
    Da cittadini e contribuenti restiamo in attesa di trasparenti risposte. Grazie

  3. L'ORTOLANO said:

    Molto di quanto scritto dal non ben noto dirigente sullo stato del contenzioso sfiora il grottesco.
    Che i tribunali – vieppiu’ quelli amministrativi – non siano “nati per difendere la Pubblica Amministrazione”, ma per rispondere a richieste di giustizia nei termini di imparzialità e terzietà nel contraddittorio tra le parti, siano esse privati cittadini o Pubblica Amministrazione, lo sa anche un bambino.
    Cosi’ come e’ ben noto che il grosso del contenzioso aziendale Anas è in mano a professionisti esterni (ben sponsorizzati) pagati – come è giusto che sia – anche quando perdono le cause, a differenza dell’Avvocatura di Stato, non remunerata in caso di soccombenza.
    Additare “la cattiva gestione” di un contenzioso Anas che sfiora la stratosferica cifra di 8,5 miliardi di euro in una Avvocatura dello Stato poco zelante o, addirittura, in una Magistratura “complice”, ha del ridicolo e dell’intellettualmente disonesto.
    Si coglie, piuttosto, in questa posizione, il malcelato tentativo di costruire alibi a responsabilità che andrebbero individuate altrove.
    E’ noto che nella pubblica anmministrazione, non solo in Anas, il ricorso al Giudice spesso costituisca per la dirigenza un comodo espediente per affrancarsi dalle responsabilità nella assunzione di decisioni per le quali si è pagati.
    E quanto contenzioso inutile – anche bagatellare – produce questa deprecabile prassi?
    Additare tout court in una scarsa o assente difesa legale, o peggio ancora in una “complicità dei giudici” le ragioni di una straripante soccombenza, le cui origini sovente si celano nei vizi di merito di una non coretta attività amministrativa, ivi compresa la volontà di non decidere, è quanto di piu’ balordo si possa ascoltare: sarebbe auspicabile conoscere le generalità del luminare autore di tali affermazioni.
    Da premiare certamente con una promozione in carriera !

    • giorgio said:

      Ortolano, sei pregato di non parlare di cose che non conosci. Sei troppo annebbiato dalle vicissitudini personali per essere obiettivo. Ogni tuo intervento finora è stato volto a parlare male di altri colleghi che, forse anche ingiustamente, ti hanno impedito di lavorare serenamente. L’Avvocatura dello Stato si paga e anche profumatamente, sia che vinca sia che perda (molto frequentemente) le cause a lei assegnate, che sono le più importanti dal punto di vista economico. Tutto il grosso del contenzioso amministrativo per espropriazioni e attivato dalle imprese di costruzione è gestito dall’Avvocatura dello Stato. Invito il redattore a fare una ricerca sul sito della Giustizia Amministrativa ( https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/Ricerca/index.html?showadv=true&tipoRicerca=Provvedimenti ) inserendo la parola chiave “ANAS”, per verificare da chi è difesa l’Anas nei giudizi e quali sono gli importi dei ricorsi.
      Su una cosa Ortolano ha ragione, nessuno in Anas ha voglia di affidare le cause più importanti, (che dal punto di vista finanziario non sono certamente quelle relative ai dipendenti), a soggetti diversi dall’Avvocatura, poiché nessuno ha voglia di assumersi questa importante responsabilità che va motivata in modo puntuale e con dati alla mano; anche perché rinunciare all’Avvocatura significherebbe rinunciare a formulare quei quesiti “retorici”, tanto cari ai vertici Anas. Come ad esempio il tristemente famoso quesito sull’impossibilità di riconoscere le spese legali ai dipendenti nel caso in cui in un giudizio sia intervenuta la prescrizione. Di ciò credo che anche l’amico Lucà ne sia a conoscenza; in quel caso l’avvocatura ha risposto con un impegno mai visto nelle aule di tribunale!!

      • Massimo said:

        E fu così che scoprimmo che i costi dell’enorme contenzioso Anas sono da addebitare alle avvocature pubbliche che non sanno fare il loro mestiere ……
        con buona pace dei noti professionisti di grido (e qualche vertice aziendale) che hanno lucrato su ricchi arbitrati e grosse vertenze, e con buona pace di quanti, tra funzionari e dirigenti che in vita loro non hanno mai commesso errori od omissioni, ma che per sola colpa di una difesa legale pubblica scadente vedono il frutto del loro sudato lavoro vanificarsi dinnanzi alle sentenze di soccombenza dei tribunali….
        Presidente Armani, mandi subito Cantone per favore !!!

  4. Giuseppe Lucà said:

    Stalla sei un vero avvocato. Purtroppo l’azienda non usa voi come consulenti, nemmeno per dipendenti che cercano di ottenere i propri diritti nei palazzi di giustizia. L’ANAS di Ciucci & C. utilizza le consulenze esterne di grossi Studi per i suoi dipendenti i quali sono costretti a sborsare sostanziose parcelle.

  5. Stella said:

    Purtroppo, salvo alcune facili e gratuite esagerazioni da prima pagina, non c’è nulla di più vero in tutti gli articoli sull’Anas sinora pubblicati. Le scandalose performance dell’Avvocatura dello stato sono certificabili da ogni ufficio legale Anas, costretto ad imboccare gli avvocati dello stato con ogni relazione, documento, suggerimento che faciliti la difesa , per poi scoprire, all’arrivo dell’ennesima sentenza di condanna, che l’avvocato dello stato non si è costituito o lo ha fatto con una comparsa ‘di mero stile’! È frustrante, umiliante esser costretti solo a mettere cerotti, mentre ci si danna per dimostrare che si è capaci e felici di difendere come si deve gli interessi del ns unico cliente, Anas appunto. Non so (?!) perché il coraggio di denunciare un sistema fin troppo italico, sia venuto a tanti solo mentre la barca ed il suo nocchiero naufragavano, ma ne siamo lieti perché un velo è stato stracciato. Chi ne può trarre giovamento ? Quei dipendenti (non tanti, a dire il vero) che non hanno padrini, parenti, amici, sindacati e politici che li abbiano raccomandati. Perché? Per una ragione tanto clamorosa in Anas quanto banale nel mondo civile : l’orgoglio del merito.. Quasi una bestemmia entrare in Anas con una selezione pubblica alla cieca. Eppure è vero ed entrando da matricole in azienda abbiamo scoperto che tale assurdità (aver ottenuto un posto di lavoro perché lo si è guadagnato con le proprie capacità) era considerato una menzogna (tutti rubano, perciò nessuno ruba) o il sintomo di una pochezza familiare /sociale. Non sappiamo se il nuovo Presidente avrà la voglia di verificare, tramite l’ascolto attivo, chi nel proprio piccolo ama il proprio lavoro e pensa che la fedeltà ad Anas sia fedeltà ai valori di buona amministrazione, o preferirà tagliare teste e svuotare lo scatolone a prescindere, ma lo speriamo.

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