Lazio: il “ripensamento” di Astori non incanta nessuno

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A Roma si dice “avere la faccia come il c…”. Il significato comune è “avere una bella faccia tosta”. La stessa che ha avuto Davide Astori che, dopo esser stato scaricato dalla Roma, ha bussato insieme al suo procuratore alla porta di Formello e si è proposto alla Lazio.

La società capitolina ha aspettato un anno questo giorno e ha rispedito subito ogni tipo di richiesta al mittente. Il passato non si può certo dimenticare e il comportamento del difensore, per il quale si prospetta una bella stagione in B col Cagliari, non è stato dimenticato né dalla dirigenza, né soprattutto dai tifosi. Astori era praticamente un calciatore biancoceleste, poi il blitz di Sabatini lo convinse a prendere la strada di Trigoria (con Tare che andò su tutte le furie e si recò nel ritiro del Cagliari a chiedere spiegazioni). Come se non bastasse, il giocatore, durante la conferenza stampa di presentazione, dichiarò di aver scelto la Roma perché più importante di altre squadre come la Lazio, scatenando l’ira del popolo biancoceleste.

Col senno di poi, meglio così, visto che Lotito ripiegò tutti i suoi sforzi su De Vrij, che ora è diventato uno dei centrali più forti in circolazione, di livello internazionale.

Dunque, nulla da fare per Astori che dovrà far ritorno in Sardegna, sperando che qualcuno lo acquisti per fargli così evitare di giocare una stagione nella serie cadetta.

Il calcio dà, il calcio toglie, ma l’ex Roma poteva quantomeno avere il buon gusto di non bussare alla porta di Formello e chiedere una chance.

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