Birra artigianale, tra frode e legislazione italiana superata

birra artigianale

Le Fiamme Gialle nelle Marche sequestrano tredici tipologie di birra artigianale, in realtà prodotte industrialmente, mentre in alcuni supermercati negli scaffali destinati ai microbirrifici, vengono esposti marchi noti che di artigianale non hanno nulla.

Tanta confusione e parecchia malafede regnano sulla birra artigianale in Italia. Pochi giorni fa le indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Pesaro, hanno portato al sequestro di falsa birra artigianale prodotta a livello industriale. Come abbiamo visto pochi mesi fa, il settore della birra artigianale in Italia, ha conosciuto recentemente un’enorme crescita: sono quasi 600 i microbirrifici nel 2014, contro la trentina censiti dieci anni fa. La produzione annuale, inoltre, ha raggiunto il record di 30 milioni di litri per un’offerta che si sta differenziando sempre più e che riesce ad accontentare gli oltre 30 milioni di appassionati consumatori presenti in Italia.

Se la produzione di birra artigianale in Italia cresce, assieme alla stima che gode in tutta Europa, la legislazione invece rimane indietro: secondo la legge vigente (la numero 1354 del 16 agosto 1962) le birre possono essere classificate solo in quattro tipi: leggera, ordinaria, speciale e doppio malto.. Un microbirrificio, dunque, non può apporre nella propria etichetta la dicitura ‘birra artigianale’. È quello che hanno fatto, invece, i produttori (industriali) che stavano immettendo nel circuito della grande distribuzione le proprie birre. Il sequestro di oltre un milione di etichette eseguito dal Nucleo Agroalimentare Forestale del Corpo Forestale di Pesaro-Urbino ha evitato che tali prodotti venissero commercializzati.

Se la dicitura ‘birra artigianale’ per legge non deve apparire sulle etichette, questa invece può fare bella mostra all’interno di un supermercato per indicare il reparto interessato. Peccato però che, come ha denunciato il sito di Slow Food, in alcuni casi su queste mensole vengano disposte birre di marchi tutt’altro che artigianali, come Nastro Azzurro (Peroni), Guinness e molti altri. La qualità di questi marchi, come dimostra il mercato, può rimanere comunque molto apprezzata, ma di certo non si deve parlare di birra artigianale.

In questo modo un importante settore economico in crescita come i microbirrifici italiani, già ostacolato da una legislazione ormai vecchia, rischia di essere definitivamente bloccato. Per questo qualcuno auspica l’intervento del Corpo Forestale che porti al sequestro degli scaffali in questione.

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2 Commenti

  1. martina lampi said:

    articolo approssimativo, pieno di imperfezioni e scorrettezze.
    immagino tu mi possa dare una definizione (di legge) di birra artigianale e quindi una valutazione di difetto riguardo le produzioni industriali.

    • Luca Cirimbilla said:

      Scusa, a quali imperfezioni e scorrettezze ti riferisci? Nell’articolo ho sottolineato proprio la mancanza di una legislazione chiara…

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