L’Expo e i 2 milioni di bugie di Sala

Avevamo detto che i conti non tornavano. Parcheggi vuoti, vagoni dei mezzi pubblici deserti, e super cifre sparate dai vertici dell’Expo. E infatti. Il Fatto Quotidiano se li è fatti per bene, i conti, consultando i file con gli ingressi (segnati giorno per giorno) al sito dell’esposizione universale. Il risultato è che i visitatori sono meno di quanti dichiarati da Sala, molti meno.

Sono stati 1.927.600 a maggio (non 2.700.000, come si era detto), 2.149.450 (non 3.300.000) a giugno. Nella giornata dell’inaugurazione si sono contati 60.000 ingressi (e non 200.000). Sala aveva diffuso notizie ben doverse, secondo lui infatti l’ammontare dei visitatori era di oltre 6 milioni, quando in realtà in due mesi non ne sono entrati più di 4.

E, a voler essere proprio onesti, tra gli ingressi sono registrati anche quelli degli addetti ai lavori, dei vigilanti, dei volontari e degli omaggi,  che superano i tornelli come il pubblico pagante. Quindi i visitatori reali sono anche meno, molti meno.

Fino ad ora sui numeri dell’Expo c’era un alone di mistero, neanche fosse un segreto di stato. Sala ha sempre sparato cifre esorbitanti e “approssimative”, chiedendo al sindaco Pisapia di non divulgare in forma ufficiale  i dati dei trasporti e quelli della raccolta della spazzatura per impedire di calcolare (per induzione) il numero dei partecipanti all’iniziativa. E adesso si capisce il perché. I numeri reali sono nettamente inferiori ( ora lo sappiamo per certo e non solo per ipotesi) in confronto alle aspettative. Si parla infatti di meno della metà di quanto dichiarato, considerando che si prevedevano 4 milioni di ingressi a maggio e oltre 4 milioni e mezzo per giugno.

L’Expo è un’iniziativa finanziata con i soldi pubblici e fatta, anche, per incrementare le entrate. Le polemiche e le contestazioni riguardo l’esposizione sono state molteplici, ma bisogna ricordare che, non essendo appunto un evento privato, va condotto con trasparenza e nel rispetto dei cittadini. Inoltre i numeri servono anche ai servizi pubblici. E’ ormale che se Atm e Trenord lavorano su dati falsati, falsato sarà anche il servizio che offrono. Incrementare la disponibilità dei trasporti comporta una spesa di soldi non indifferente, che poi finisce per rivelarsi inutile. Ora che i numeri sono disponibili a tutti speriamo che gli ingressi aumentino ma soprattutto che Salala smetta di millantare ingressi record.

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