Guinea: liberato Roberto Berardi. Finito un incubo lungo due anni

roberto berardi

Sta tornando in Italia Roberto Berardi, l’italiano detenuto ingiustamente da oltre due anni nelle carceri della Guinea.

L’imprenditore pontino era stato imprigionato per appropriazione indebita: come abbiamo raccontato, da anni aveva una ditta di costruzioni ed era diventato socio, da qualche mese, del figlio del presidente della Guinea, Teodoro Nguema Obiang Mangue, detto Teodorin ‘il Principe’ (su di lui c’è un mandato di cattura interazionale per crimini contro l’umanità e riciclaggio): l’accusa, dunque, è stato solo un pretesto utilizzato dal suo socio in affari per far sparire i soldi dell’azienda. La liberazione è avvenuta nella serata di giovedì scorso, ma è trapelata solo nella mattinata di oggi. Il silenzio è stato mantenuto appositamente per non scongiurare i delicati passaggi di un caso umanitario e diplomatico molto complesso e delicato.
Berardi dovrebbe arrivare nel primo pomeriggio in Italia: il vice-console italiano in Camerun, Roberto Semprini e il console onorario italiano a Bata Massimo Spano sono stati i primi ad abbracciare il connazionale appena uscito dalla prigione.

Nei mesi scorsi ha fatto molto discutere il totale silenzio mediatico e l’inerzia politica che ha accompagnato la detenzione ingiusta di Berardi. Come Ultima Ribattuta avevamo cercato di sollevare l’attenzione in occasione della Coppa d’Africa anche intervistando Rossella Palumbo, la moglie di Roberto Berardi.(leggi qui). Il caso ha fatto sorgere più di un dubbio nel momento in cui la moglie si è trovata davanti alla richiesta del pagamento di una cauzione nelle stesse settimane in cui furono liberate le due cooperanti rapite in Siria, Vanessa e Greta.  Infatti, una volta scontata la sua ingiusta pena, che è terminata a maggio, è stato trattenuto in prigione. Il governo della Guinea, come ci ha raccontato la moglie, chiese il pagamento della cauzione di 1 milione e mezzo di euro per la scarcerazione, ma quei soldi non c’erano. Dall’Italia non arrivavano segnali, eppure per le due ragazze sono stati sborsati dodici milioni. “Spiegatemi qual è la differenza” chiedeva polemicamente la moglie.

Ora, finalmente, la conclusione felice, anche se arrivata con troppo ritardo, di un’odissea che ha riguardato un italiano detenuto all’interno delle carceri peggiori del mondo.

Articoli correlati

*

Top