Disservizi Atac: licenziati quattro macchinisti

Atac adotta la linea dura e licenzia quattro macchinisti. Oltre all’ostruzionismo contro l’entrata in vigore delle nuove norme, le cause sono violazione dei permessi  per malattia e abuso della legge 104.

Sono giorni che la metro di Roma non trova pace, da quando è entrata in vigore la timbratura obbligatoria del cartellino elettronico per i macchinisti è un continuo di rivolte e proteste su tutti i fronti. Ma i vertici dell’azienda dei trasporti non si sono fatti minimamente intimidire. Hanno applicato a quattro dipendenti l’articolo 46 del Decreto sui Trasporti del 1931, ossia la sospensione immediata dal servizio e dalla retribuzione, quindi il licenziamento.

Sono lavoratori che negli ultimi anni hanno accumulato una serie di richiami disciplinari, che riguardavano comportamenti scorretti sul lavoro, abuso della legge 104 e dei permessi di malattia. Insomma, non certo dei dipendenti modello. La goccia che ha fatto traboccare il vaso poi è stato il rifiuto di timbrare il badge, normativa entrata in vigore il 1 luglio che ha dato il via alla serie infinita di disagi.

Si, una serie infinita. Anche se sindacati e media lo chiamano “sciopero bianco”, nella metro di Roma negli ultimi giorni si stanno vedendo scene apocalittiche: attese di oltre 40 minuti tra un treno e l’altro, banchine stracolme, aria condizionata che non funziona e corse cancellate. Come mai? Semplice: i macchinisti hanno deciso di “mettere il rallentatore al servizio”.

Visto che sono contrari al badge elettronico (usato praticamente da tutti i dipendenti pubblici d’Italia), all’aumento delle ore di lavoro(che con la nuova norma aumentano arrivando semplicemente al pari di quelle dei trasporti di Milano e Napoli), e alla distribuzione di un compenso extra legato solo al merito e alla produttività (invece di essere elargito senza un perché e un per come), hanno deciso di prendersi gioco delle migliaia di pendolari che tutti i giorni affrontano il caldo asfissiante e sono costretti a usufruire del trasporto pubblico.

In che modo? Ogni mattina durante le verifiche di prova dei mezzi ,i macchinisti dichiarano guasti moltissimi treni, il che porta inevitabilmente a rallentamenti sui servizi e disagi a non finire.

E, se i vertici di Atac adottano la linea dura licenziando quattro dipendenti e mettendone sotto procedimento disciplinare altri dieci, anche gli utenti del trasporto pubblico non ci stanno. Ieri è scoppiata una vera e propria rivolta: i pendolari della ferrovia che collega la città con la periferia di Ostia ieri sera alle otto sono scesi sui binari impedendo(anche loro) la ripartenza dei convogli.  Complice la stanchezza di una giornata di lavoro con un caldo asfissiante, complice anche l’esasperazione di una situazione che va avanti da giorni, oltre 200 persone hanno dato il via ad una vera e propria rivolta popolare.

Chissà se con il via ai licenziamenti, i dipendenti “rallentatori” non la smettano di creare disagi agli utenti e inizino a rassegnarsi a timbrare questo benedetto cartellino, come fanno tutti.

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Un Commento

  1. Leonardo said:

    Timbratura una cretinata il pdm e’ già monitorato all atto della messa in servizio delle macchine…forse questa azienda dimentica i veri guai assunzioni dissennate di soli inutili dirigenti…e soldi buttati.Alemanno insegna.

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