Italiani al caldo, tutti tranne uno (che sta a -80°, beato lui)

Lorenzo Moggio

Si chiama Lorenzo Moggio ed è un fisico dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr di Bologna. In questo momento si trova in Antartide e la temperatura percepita è di circa 86 gradi sottozero. «Ma nonostante questo non invidio minimamente il vostro caldo».

Noi, però, invidiamo lui. Visto che stiamo a 4o° all’ombra con la ciccia che sfrigola al sole come pancetta in padella.

Nonostante non veda il sole da maggio, lui se la ride, in un’intervista rilasciata a La Stampa via Skype. Adesso si trova su un’altura antartica a 3230 metri di altezza, sede della stazione scientifica italo-francese Concordia, gestita dal Programma Nazionale di Ricerche in Antartide con il coinvolgimento dell’Enea , l’ente per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Insieme a lui altri dodici, tra tecnici e scienziati, che sta trascorrendo l’intero inverno polare, da febbraio a novembre, nella base.

Moggi è in Antartide per misurare i bilanci di radiazione solare e terrestre, essenziali per definire le variazioni climatiche a livello globale, e per raccogliere i dati meteorologici al suolo e nell’atmosfera. Una volta raccolte, queste informazioni vengono inviate in tempo reale a network mondiali per essere studiati e analizzati.

Intanto gli esperti ci fanno sapere che in Italia è in arrivo “Hot Storm”, una tempesta di caldo con picchi da 41 gradi. Chissà se se all’interno della stazione c’è posto anche per qualche connazionale accaldato.

 

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