Tiscali: Soru la impacchetta, i russi ringraziano (pronti a spiarci?)

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Renato Soru, ex presidente della regione Sardegna, consegna Tiscali nelle mani dei russi attraverso la fusione con Aria.

L’annuncio dell’operazione è stato dato nel pomeriggio di ieri quando la Borsa era ancora aperta: proprio nel mercato finanziario il titolo ha reagito positivamente, guadagnando il 19,56%. La fusione consiste nell’incorporazione da parte di Tiscali di una newco cui farà capo la totalità di Aria ed ha permesso l’immissione di capitali russi utili a ripianare 42 milioni di debiti sul totale di 200 milioni complessivi.

Tra i dubbi che un’operazione del genere provoca c’è la sicurezza dei telefoni del Viminale che verranno gestiti da una società estera, russa appunto. Tiscali, infatti, si è recentemente aggiudicata la gara per la connessione Internet e la telefonia per la pubblica amministrazione italiana nei prossimi sette anni.

Aria, guidata dall’ex amministratore delegato di Telecom Italia, Riccardo Ruggiero, è stata fondata negli anni 90 in provincia di Perugia per poi passare al fondo russo Ict. Con la fusione, dunque, si vogliono unire i servizi Internet su rete fissa di Tiscali con quelli della connessione a banda larga fornita da Aria.

Dopo l’operazione, le cui trattative sono durate quattro mesi, Soru conserverà la carica di presidente esecutivo, abbassando la propria quota in Tiscali da 17,7% al 10%, mentre Riccardo Ruggiero sarà l’amministratore delegato. Gli azionisti di Aria, invece, avranno il 18% e il fondo di investimento russo Otkritie Disciplined Equity Fund (Odef) acquisirà il 22%.

Il fondo russo Ict – che fa capo ad Alexander Nesis, imprenditore russo attivo nelle materie prime – è principale azionista di Aria con il 48% e contemporaneamente detiene anche il 10% di Otkritie.

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