Insultare la Madonna si può: Facebook odia i cristiani?

Il social network più diffuso al mondo, Facebook, odia la religione più diffusa al mondo, il Cristianesimo?

Sembra proprio di sì: via le pagine anti Israele, via quelle contro l’islam, ma nessuno tocchi quelle contro i cristiani. E così il gruppo “Sverginiamo la Vergine Maria” continua la sua triste esistenza nonostante le molte segnalazioni.

Davvero una censura ad intermittenza quella del social network più diffuso al mondo sempre pronto a garantire la libertà d’espressione e di circolazione delle informazioni, salvo poi scendere a patti con paesi come la Turchia che impone la rimozione di vignette su Maometto. Il rischio di perdere milioni e milioni di utenti (quindi di informazioni da gestire e rivendere) ha piegato la mission principale di Zuckerberg che ha deciso di bloccare la circolazione di quelle immagini nel paese turco.

Altrettanto tempestive poi sono le censure che si abbattono su gruppi e pagine circa le nuove Intifada o post contro Israele (Germania e Francia l’anno scorso hanno chiesto a Facebook di rimuovere, rispettivamente, 84 e 80 post sulla negazione dell’Olocausto).

Quando invece si insulta gratuitamente la fede dei Cristiani, fino a prova contraria la religione più seguita al mondo, le segnalazioni inviate al social network sembra si perdino in qualche meandro sperduto del web. E così gli insulti continuano a vivere indisturbati. È il caso del gruppo Sverginiamo la Vergine Maria, titolo di una violenza inaudita per ogni credente e non solo: tantissimi utenti hanno inviato a Facebook richieste di eliminazione del gruppo il cui passatempo principale è la bestemmia. Niente da fare: “Le segnalazioni come la tua sono fondamentali per rendere Facebook sicuro ed accogliente” dopo il messaggio standard arriva la sentenza, “Abbiamo analizzato il gruppo che hai segnalato per la presenza di discorsi o simboli inneggianti all’odio e abbiamo stabilito che non viola i nostri Standard della comunità. Nota: se riscontri un problema con qualcosa che si trova nel gruppo , segnala il contenuto in questione”.

Ecco fatto: Facebook si dimostra ancora una volta il regno del politically correct, luogo in cui offendere il cristiano è considerato cool, talmente trasgressivo che è diventato una omologazione. Accettata e alimentata dal social network più grande del mondo.

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