Il meglio di Chiara Galvagni: ecco i momenti clou

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Chiara Galvagni

Ripercorriamo insieme le avventure di Chiara Galvagni, potente e, a quanto pare, intoccabile capostruttura delle Risorse Televisive, nonché compagna di merende di Luigi Gubitosi. Protagonista di avventure inverosimili degne di una soap opera di quarta categoria, la nostra eroina ultimamente non dà notizie di sé. Ma noi, che l’abbiamo sempre nella mente e nel cuore, non ci dimentichiamo di lei.

La denunzia presentata dal sig. Piero Di Lorenzo nei confronti dei sigg.ri Raveggi e Galvagni è stata archiviata con ordinanza GIP Tribunale di Roma in data 23.03.2015 per insostenibilità dell’accusa in giudizio, a seguito di relativa richiesta 16.07.2014 della Procura”

Così, abbiamo deciso di fare una sorta di “the best of” con i momenti più indimenticabili della nostra amica, in modo tale che non perdiate il filo del discorso. E a settembre, di ritorno dalle vacanze, possiate riprendere la saga con le nuove avventure in viale Mazzini. Ricapitolando per chi si fosse perso la prima puntata di questa avvincente saga all’interno degli uffici di Mamma Rai: la potente Chiara Galvagni, (non si sa ancora per quanto) capostruttura delle Risorse Televisive è stata denunciata da Piero Di Lorenzo per il mastodontico conflitto d’interessi della signora che trattava con la figlia Veronica Corno vicedirettore dell’agenzia “Parole e Dintorni”, e del marito Giampiero Raveggi, parcheggiato a 128.740 euro l’anno nella società Endemol di Paolo Bassetti per la quale la stessa Galvagni è controparte contrattuale attiva tuttora. Ma vediamo insieme le tappe una per una.

LA FIGLIA SPACCIATA PER STAGISTA
Veronica Corno, figlia di primo letto della Galvagni, per un fortuito caso della vita è responsabile degli Eventi Speciali e delle Risorse della F&P (Friends and Partners), ovvero la principale agenzia di artisti che lavora con la Rai. E chi ha la responsabilità di questo genere di contratti in viale Mazzini? Sentite puzza di conflitto di interessi? Malpensanti. L’ex presidente della società LDM Comunicazione Piero Di Lorenzo aveva denunciato una serie di situazioni “critiche” nei comportamenti di alcuni dirigenti Rai, tra cui questo: Di Lorenzo aveva scritto: «La figlia della Galvagni, Veronica Corno, è entrata a far parte della società di management “Parole e Dintorni” fino a diventarne vicedirettore. Il nome con la qualifica fu prontamente rimosso dal sito internet quando il sottoscritto segnalò la cosa alla Direzione generale Rai. La cosa è un po’ strana se si pensa che la società in questione è una vera e propria controparte della Rai e della Galvagni, delegata della Rai per le trattative con gli artisti rappresentati dalla stessa società che dalla Rai devono essere pagati». «Sono certo – concludeva – che non hanno subìto problemi particolari come quelli riservati alla LDM». Ma ecco la pronta risposta di Valerio Fiorespino (oggi direttore delle Risorse Umane, ma allora a capo di quelle Televisive): «La figlia della dottoressa Galvagni non è mai stata vicedirettore dell’agenzia “Parole e Dintorni”, dove, invece ha fatto uno stage da giugno a settembre 2008 e collaborato fino a settembre 2011. Fra l’altro, per più di un anno, con contratto a progetto, che così a prima vista, appare un po’ lontano da un incarico di vicedirettore. L’agenzia, peraltro, si occupa esclusivamente di relazioni con la stampa e non di management di artisti». Peccato che la verità non sia questa.

LA MARCHETTA AL FESTIVAL DI SANREMO
Durante la scorsa edizione della kermesse della canzone italiana, a fare da valletta a Carlo Conti è stata Emma Marrone. L’artista, che combinazione, ha come agenzia la “F&P Group”. E chi abbiamo scoperto essere la responsabile degli eventi speciali e delle risorse artistiche tv? Veronica Corno, figlia della Galvagni. Ed è sempre la Corno ad assistere la Marrone per tutta la durata del Festival (insieme a due “aiutanti”) e sempre a spese della Rai (È vero che l’assistenza della Corno e collaboratrici alla Marrone è costata all’azienda almeno 60 mila euro?). Chi lo ha deciso? Chi ha la responsabilità di questo genere di contratti in viale Mazzini? Ma la madre, ovviamente. La stessa che continua a giurare che la figlia era solo una povera “stagista”, non la vice-direttrice dell’agenzia. Eppure in Rai si continua a (far finta di) non vedere le bugie e i sotterfugi della signora.

IL MARITO PENSIONATO RAI E CONSULENTE ENDEMOL
Giampiero Raveggi, ex capostruttura di RaiUno oggi in pensione nonché marito di Chiara Galvagni, nel 2010, è stato retribuito dalla Endemol Italia con un assegno di 32.209 euro. L’anno dopo, nel 2011, l’emolumento riconosciutogli sempre dalla Endemol era stato di 128.740 euro. Nel 2012, 2013 e 2014 il rapporto contrattuale è stato confermato. Deve essere proprio bravo il pensionato Rai per meritare un simile trattamento economico. E, sicuramente, il fatto di avere la moglie che si occupa dei budget e dei contratti degli artisti che lavorano nei programmi Endemol non ha minimamente influenzato la decisione della società di produzione.
Lo stesso Raveggi era stato chiamato in causa da Piero Di Lorenzo, presidente della LDM Comunicazione, nella sua denuncia. Nel settembre del 2006, Di Lorenzo ricevette una richiesta di prestito di 5mila euro proprio da Raveggi. Dopo pochi giorni capì che era la pretesa di una tangente sui budget che quest’ultimo doveva approvare. Di Lorenzo, sdegnato, si oppose. E denunciò l’accaduto. Il capostruttura, dal canto suo, si guardò bene dal denunciare a sua volta Di Lorenzo, forse perché rassicurato dal fuoco di copertura che gli veniva garantito in viale Mazzini. E, guarda caso, dopo la denuncia di Di Lorenzo iniziarono ad accadere cose strane nei confronti della LDM (programmi interrotti, produzioni non autorizzate, trasmissioni boicottate). La “vendetta” era servita.

IL PRESTITO CHIESTO E NON RESTITUITO
Paolo Lizza, autore e regista, per Rai e Mediaset (oltre che per Endemol e Magnolia) è, o meglio era, amico di Chiara Galvagni. Quando lei si è trovata in difficoltà lui non ha esitato un attimo a prestarle del denaro. Pessima decisione. Scrive lui in una lettera: «Più di due anni fa ti sei trovata in grave difficoltà economica ed io, senza neanche pensarci su, ti ho dato una mano. La prima volta consegnandoti personalmente un assegno da 20.000 euro e poi, qualche mese più tardi, su indicazione e richiesta di Veronica, facendoti pervenire un bonifico di altri 10.000 euro. Un gesto semplice, spontaneo, da amico (perché di queste cose è fatta l’amicizia, non di sole chiacchiere) e totalmente disinteressato come dimostra il fatto di non aver accettato da te assegni in garanzia». Nel momento in cui Lizza, a sua volta in un momento difficile, ha chiesto alla Galvagni di riavere i suoi soldi la signora ha fatto orecchie da mercante. Anzi peggio. È sparita, non rispondendo più né a telefonate né ai messaggi. «Solo il vuoto, il silenzio assoluto, il disinteresse più sfacciato, il perfido cinismo di chi se ne fotte se un amico per colpa tua deve chiedere a sua volta soldi in prestito per non finire nei guai. Che importa se quest’amico, che ha due famiglie da mantenere, deve dormire per terra e non può comprarsi neanche una sedia quando si sta comodamente seduti dietro alla scrivania di dirigente Rai, ingioiellata come la Madonna e firmata da capo a piedi? Probabilmente alla tua coscienza è sufficiente salvare le apparenze: basta che tutti credano che Chiara Galvagni è una precisa professionista sempre ben truccata e alla moda».
Così alla fine quel pover uomo deve chiedere l’intervento di un giudice che ha disposto il pignoramento di un quinto dello stipendio che la Galvagni percepisce in Rai. Così, in comode rade mensili, la nostra eroina ha restituito quanto dovuto. Con un’amica così che te ne fai dei nemici?

LE BUGIE A TUTTI (PERSINO AL SUO AVVOCATO)
Uno degli aspetti più incredibili della vicenda è che quando il legale della Galvagni, in assoluta buonafede, le chiede conto di quel prestito, lei spudoratamente dice di averlo saldato.
Avvocato: «Comunque questa infamante dichiarazione di Di Lorenzo equivale al fatto che la signora si trovava in clinica per un intervento, la figlia non aveva il libretto degli assegni e lei non se l’era portato, e che l’amico che con la figlia andava a prenderla … (intercettazione incomprensibile) gli ha pagato la clinica ed ovviamente poi è stato regolarmente…».
Galvagni: «…Risaldato». Ma come si fa a mentire persino al proprio legale? Intanto, Nella solita finta e ridicola indagine interna della Rai sull’argomento, la Galvagni aveva dichiarato: «Non ho chiesto nessun prestito ad alcun autore. Un amico anche autore – divertente la precisazione – si è offerto di anticipare delle mie spese risalenti ad un periodo nel quale questo autore non ha mai collaborato con Rai. Pertanto è falso che tale prestito avrebbe dovuto fissare l’emolumento per ogni impegno Rai in quanto lo stesso legato da contratto di esclusiva con Mediaset». Peccato che i documenti, le lettere e le intercettazioni raccontino tutta un’altra storia. E il solito “Fiorespino spiritoso” le crede ciecamente e resta inerte, in balia delle sue bugie. Perché Valerio Fiorespino si è speso tanto a difendere la sua collaboratrice invece di pretendere un accertamento della verità?

 

 

 

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