Verona: quell’app che fa incontrare israeliani e palestinesi

E’ il bello della tecnologia: poter abbattere barriere che sembravano insormontabili. Non tutte le app fanno ridere e servono solo a perdere tempo, quella di Matthew Nolan fa sperare bene. E strappa un sorriso.

Con la sua nuova app Verona, Nolan vuole fare incontrare israeliani e palestinesi e finalmente risolvere “una coppia alla volta” quel conflitto che si protrae da decenni.

«Da sempre gli uomini usano la tecnologia per comunicare» dice Nolan a Vanity Fair «Viviamo in un villaggio globale e il popolo ha potere. Io ho creato un mezzo con cui spero che persone un po’ diverse tra di loro decidano di conoscersi».

L’app l’ha chiamata Verona perché è lì, come in Medio Oriente, che i Montecchi e i Capuleti si facevano la guerra segnando il futuro di due famosi giovani innamorati. L’applicazione è stata lanciata a marzo e già conta 2000 iscritti. Per ora è disponibile solamente per Android.

«Sapevo che avrebbe attratto dell’attenzione, in genere con Israele e Palestina, succede. Ma è diventata virale prima ancora che la potessi registrare con Apple», spiega il programmatore.
L’applicazione non ignora la risonanza globale del conflitto e vuole connettere anche arabi o ebrei israeliani espatriati o comunque chiunque senta una forte identificazione con una delle due parti. I primi utenti si sono registrati da New York, ma in breve le posizioni geografiche si sono spostate in Cisgiordania, a Gaza e Israele. Oggi, circa l’80% dei membri sono israeliani o palestinesi che vivono in Medio Oriente. Ma anche Nolan sa bene che l’ottimismo americano può fare ben poco contro le restrizioni di movimento imposte sui palestinesi dall’occupazione israeliana. La comunicazione online va anche bene, ma il problema dell’incontrarsi resta.

“Appuntamento con israeliano” non figura tra i motivi validi per richiedere un permesso e gridare da sotto il muro «Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo» potrebbe causare danni maggiori rispetto alle semplici pene d’amore. «Anche se il muro e i posti di blocco impediscono a persone di incontrarsi fisicamente, riuscire a instaurare una relazione online è già positivo»,  dice Nolan convinto. Dopotutto, gran parte dell’infrastruttura dell’occupazione è lì proprio per evitare che si formino rapporti interpersonali e assicurarsi che la paura regni sovrana. Con Verona, si comincia con l’abbattere le barriere mentali.

Verona vuole dare la possibilità di tessere relazioni private. Ma quando si sottolinea il fatto che Romeo e Giulietta alla fine sono morti entrambi, Nolan ride e dice: «In realtà, la morte degli amanti spinge le due famiglie in guerra a stipulare una tregua». E una conversazione globale, dice, chissà a cosa porterà.

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