Alfano esclude trattative con scafisti: alzi la mano chi ci crede

alfano triton

Ma chi vuole prendere in giro il ministro dell’Interno Alfano quando prova ad escludere ogni trattativa coi rapitori dei quattro tecnici italiani in Libia?

Proprio ieri mattina abbiamo riportato le fonti militare vicine al governo libico di Tobruk, secondo cui i sequestratori avrebbero chiesto come riscatto la liberazione di sette scafisti detenuti in Italia. Immediatamente è partita dal Viminale la raffica di dichiarazioni per provare a negare eventuali accordi coi criminali. “L’unica cosa che possiamo escludere”, recitava una nota del ministero dell’Interno, “è che si tratti con gli scafisti” e giù una valanga di fragorose risate.

Lo sanno tutti i criminali del mondo che un ostaggio italiano è sinonimo di riscatto garantito: sono stati pagati i costi della liberazioni di tantissimi nostri connazionali, arricchendo le tasche di criminali comuni o banditi politici. Come non ricordare l’enorme somma di denaro pagata per liberare le due cooperanti Greta e Vanessa, andate a sostenere i ribelli siriani anti-Assad, per poi finire catturate nelle loro mani. In molti, tra l’altro, si chiesero se davvero si trattò rapimento.

Ora, Alfano vuol farci credere che l’Italia non avvierà le trattative per liberare quattro connazionali che si trovavano in Libia per svolgere il proprio mestiere. Le trattative saranno già state avviate, non c’è ombra di dubbio, per questo appaiono ancora più ridicole le dichiarazioni di Alfano rilasciate a SkyTg24: “Non credo che possiamo specificamente escludere una pista” come quella del sequestro per ottenere lo scambio con scafisti arrestati, ha detto, “ma facciamo lavorare chi tra gli investigatori è competente su questo genere di indagini”.

Ecco, appunto, Alfano ha ragione, ognuno faccia il proprio mestiere: l’annuncio è pronto, AAA nuovo ministro Interni cercasi.

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