Il ridicolo del docu-reality: stasera le “nonne escort”

“Mia nonna la escort”. No, non è uno scherzo. Ma il documentario di Charlie Russell che andrà in onda stasera, alle 23.00, su Cielo. Non è l’ennesimo reality trash (o forse si?), pare si tratti di un documentario serissimo. Racconta la storia vera di tre signore, un po’ (tanto) avanti con gli anni, che fanno il lavoro più vecchio (più di loro) e famoso del mondo: la prostituta.

Le allegre signore sono inglesi, e raccontano la loro vita trascorsa tra prostituzione clienti e film porno. Il documentario mette insieme aneddoti “sul lavoro” e riflessioni più o meno profonde sui sentimenti, ui rapporti personali, sulle loro famiglie e su come hanno convissuto una vita intera con il mestiere meno convenzionale in assoluto. A maggior ragione alla loro età.

Conosciamo meglio queste tre “nonne escort”: Beverly ha 64 anni , Sophie 57 e , dulcis in fundo, Sheila, vispissima ottantacinquenne che “senza sesso non saprebbe cosa fare nella vita”, così dice.

Beverly fa la prostituta da quando aveva 30 anni e oggi dà anche consigli alle giovani escort meno esperte di lei. Da quando il marito, scommettitore compulsivo, aveva sperperato tutti gli averi della famiglia. Lei non ci vede nulla di strano nel mestiere che fa: “è come vendere un pezzo di carne”. Non fa “nulla di estremo” ma solo “sesso tradizionale”. Dice che è come lavorare in un ufficio postale ma sostiene anche di avere una funzione sociale, in quanto “psicanalizza” i suoi clienti.

Invece,Miss Sheila Vogel-Coupe, di cui ci eravamo già occupati, ha una considerevole tariffa di appena 250 sterline l’ora (che sono circa 300 euro) e riesce a incontrare fino a dieci clienti a settimana, ad arrivarci ad ottantacinque anni così. Ma chi sono gli amici intimi della donna? Coetanei? No. L’età media degli affezionati clienti di Sheila è bassissima, si aggirano attorno ai 20 anni. Lei comunque dice di non farlo per denaro: “lo faccio perché adoro il sesso. Anche solo pensarci mi fa sentire meglio”. Non fa una piega, in fondo è una che ama il suo lavoro.

La famiglia (comprensibilmente) non l’ha presa proprio bene, quasi tutti i suoi parenti hanno preferito allontanarla, persino la nipotina Katie Waissel, famosa in Gran Bretagna in quanto finalista di X Factor.

I familiari, quando il suo lavoro è diventato notizia di pubblico dominio grazie documentario di Charlie Russell, hanno chiesto alla nonnina di “andarsene in pensione”, se così si può dire. Ma lei non ci pensa nemmeno: “Non sono ancora pronta a fermarmi”. Beata lei.

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