“O Generosa!”: il nuovo inno della Serie A non piace ai tifosi

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Il nuovo inno della Serie A, “O Generosa!”, scritto e cantato dal compositore italiano di musica lirica Giovanni Allevi e che risuonerà in tutti gli stadi pochi minuti prima del calcio di inizio,  non piace quasi a nessuno, Inutile girarci attorno. E non entusiasma né i tifosi, né gli addetti ai lavori.

Quella di dover introdurre a tutti i costi una canzone prima di ogni partita- che tra le altre cose non c’entra nulla col calcio- è sembrata una forzatura senza senso. Ci sono già gli inni delle squadre che precedono gli incontri, molto più orecchiabili e soprattutto amati e cantati da tutti i tifosi. “O Generosa” si accompagna poco col pallone e rischia subito di diventare l’inno più fischiato della storia.

Ieri Allevi aveva provato a spiegare quali fossero le caratteristiche della sua creazione e alla domanda dei giornalisti “Credi che il tuo inno possa piacere?”, la sua risposta era stata “Spero di sì”.

“Il testo di ‘O Generosa!’ – spiega il compositore – è incentrato sull’invocazione di una forza nobile e pura, di cui deve essere detentore il campione di una disciplina sportiva. La nobiltà d’animo può però trascendere l’ambito agonistico e rivolgersi ad ogni aspetto dell’agire umano, assumendo valore universale. Oggi più che mai, ogni strato della società e del nostro essere è attraversato dall’incertezza; ma non per questo dobbiamo rinunciare a tendere ad un ideale di purezza interiore ed onestà, come il kantiano principio regolativo della massima realizzazione di sé. Essere vincitore, dunque, non è solo l’esito di una competizione sportiva, ma significa essere campioni nella vita, nel cuore prima di tutto”.

Bene, al Maestro, purtroppo, gliela diamo noi la risposta. “No, l’inno non piacerà”. È bastato leggere i commenti sui social network per capire subito che sarà un autentico flop di ogni domenica. Ad alcuni è sembrato anche un maldestro tentativo di copiare quello della Champions League. Altri, i più maligni, hanno scherzosamente chiesto il Daspo per il compositore.

Insomma, senza nulla togliere ad Allevi, il calcio è del popolo e il suo inno c’entra ben poco con questo sport.

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