Poste Italiane? No, grazie. Meglio i corrieri privati

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Il postino telematico, con Pos, palmare e cellulare

Ridiamo amaramente nel leggere sui giornali che Poste Italiane si pavoneggia annunciando l’avvento del postino telematico (ben 29mila in tutta Italia): a lui potrete rivolgervi per pagare bollettini, prenotare raccomandate e ricaricare il cellulare. Sempre che abbiate la fortuna di incrociarlo.

Perché se una volta si diceva che il postino suona sempre due volte, per esperienza vi diciamo che talvolta non si degna nemmeno di varcare la soglia dell’ufficio postale.

Così, mentre l’azienda si riempie la bocca con parole altisonanti tipo “2.0“, “rivoluzione tecnologica” e “digital transformation” e rifà il look al sito (bene l’apparenza, ma la sostanza?) noi ci danniamo per farci consegnare un pacco. Ma procediamo con ordine.

Lo scorso 16 luglio abbiamo acquistato sul sito di Amazon un libro. Una cosa che facciamo spesso e, finora, non abbiamo mai avuto problemi. Ma solo perché finora le consegne sono state effettuate da un corriere privato.

Ma questa volta il mittente ha deciso, chissà perché, di affidarsi ai (dis)servizi di Poste Italiane. Noi lo abbiamo scoperto solo due settimane dopo quando, arrivati al 30 luglio e in procinto di chiudere la redazione per la pausa estiva, ci siamo chiesti che fine avesse fatto quel dannato libro.

Quando Amazon il 30 luglio ci ha inviato una mail chiedendoci se la nostra esperienza fosse andata a buon fine e di assegnargli un punteggio, ci siamo sentiti un po’ presi per il naso e abbiamo contattato via mail, tramite il sito, il venditore.

Lui, gentilissimo, ha risposto subito dimostrandosi dispiaciuto e, al contempo, incredulo poiché aveva spedito il libro il 17 luglio scorso (e abbiamo una mail di Amazon che ce lo conferma).

Ecco la sua risposta: “Sono veramente dispiaciuto che non abbiate ancora ricevuto il libro, in quanto è stato da noi regolarmente spedito con posta raccomandata il giorno 17 LuglioLa tracciatura è la seguente: (XXXXXXX). In lavorazione presso il centro postale di RM OSTIENSE CPD in data 24-LUG-2015 – Accettato dal centro postale di PTB VIGEVANO in data 17-LUG-2015″.

Le raccomanderei di recarsi presso il suo ufficio postale e reclamare in quanto è da più di 7 giorni che è fermo a Roma Ostiense. Anch’io domani mi reco a reclamare presso il mio ufficio postale in quanto ci rimettiamo di tasca nostra 3 euro ogni spedizione per utilizzare la posta raccomandata
per essere sicuri della consegna e poi succedono queste cose.. mi tenga informato dell’evolversi della problematica scusandomi di nuovo per il disagio porgo cordiali saluti“.

Dunque il libro è arrivato a Roma il 24 luglio. Ma noi non lo abbiamo ricevuto (e il postino non è passato altrimenti, si spera, avrebbe lasciato la cartolina di avviso di giacenza. O no?).

Fiduciosi, il 30 luglio andiamo allo sportello della Posta di via Marmorata a Roma e, dopo un’attesa di circa mezzora, arriva il nostro turno: in mano abbiamo solo il nome del mittente e il numero d’ordine e l’addetta allo sportello ci dice che, invece, ha bisogno del numero di “posta celere” e non quello della “tracciatura”. Quindi ci rispedisce a casa a mani vuote.

Altra mail al mittente per farci dare il numero di “posta celere”.

Altra risposta incredula da parte sua: “Sono esterrefatto! Ho sempre creduto che le raccomandate avevano un solo numero di tracciatura, che nel suo caso è XXXX.  Domani vado a chiedere spiegazioni al mio ufficio postale. Dal sito di poste italiane il libro è ancora a Roma Ostiense.. speriamo che si sblocchi.. appena ho nuove la contatto.. cordiali saluti“.

Con il numero di “posta celere” (ma il nostro pacco è stato spedito con raccomandata!) la mattina del 31 luglio (ultimo giorno utile prima delle ferie) andiamo nuovamente all’ufficio postale di via Marmorata. 

Arrivati qui non ci resta che piangere. Abbiamo portato tutti i numeri e i codici che siamo stati in grado di reperire, ma nonostante questo, il pacco non ci può essere consegnato.

Perché?

Semplice: perché nonostante sia lì ormai da una settimana, il postino non è ancora mai uscito per tentare di recapitarlo. Quindi dobbiamo aspettare che il buonuomo si degni di fare il suo lavoro e venga in redazione con il pacco. E, ovviamente, trovandola chiusa per ferie, lasci l’avviso nella buca delle lettere così che al nostro ritorno potremo andare per la terza volta all’ufficio postale di via Marmorata e ritirarlo. Ma non prima di allora. È la procedura.

Dunque, alla fin fine, per avere il nostro libro dovremo aspettare settembre.

Rimandiamo un’altra mail al venditore che, per ingenuità o masochismo, si è affidato a Poste Italiane consigliandogli di ricorrere, la prossima volta, ad un corriere privato.

Speriamo che l’Ad Francesco Caio faccia in fretta a privatizzare le Poste anche se ci chiediamo chi mai potrà essere l’investitore internazionale che avrà il coraggio di impelagarsi in un’azienda messa così. Basti pensare che la preoccupazione principale del suo presidente, Luisa Todini, è quella di auto-candidarsi dappertutto.

Chissà se la signora per farsi recapitare i pacchi utilizza i servizi di Poste Italiane…

Un’ultima cosa: sui giornali l’Azienda si “vanta” del fatto che gli utenti unici mensili sul suo sito sono arrivati a 9 milioni. C’è poco da andarne fieri: probabilmente sono 9 milioni di disperati che consultano il portale cercando di tracciare, come noi, la loro spedizione e scoprire che fine abbia fatto.

 

 

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3 Commenti

  1. Marco Stel said:

    Le poste dovrebbero limitarsi a vendere francobolli e lo farebbero pure male. È un disservizio continuo fatto da mentalità vecchia e tecnica obsoleta. Offrono servizi che non sanno gestire e organizzare.

  2. Berardo said:

    Mi dispiace dell’accaduto, ma in questo caso la colpa è solo del postino in quanto l’azienda da ordine di priorità assoluta per i pacchi Amazon addirittura nel mio ufficio telefoniamo al destinatario per poterlo consegnare in giornata e nel caso di avviso c’è la riconsegna il giorno dopo…….

  3. Angelo said:

    Ma sono casi che possono capitare anche ai corrieri privati, io stesso acquisto spesso su Amazon, e piu’ i una volta tracciando il pacco mi risulta consegnato, ed invece non mi è arrivato nulla, e me lo consegnano il giorno dopo, forse perché il “buonuomo” del corriere aveva finito il turno di lavoro (o forse per qualche altro motivo) e per non riportare il pacco indietro, in ufficio, lo ha fatto risultare “consegnato”. Come vedete può capitare sia in Poste he con i corrieri, dipende dal “lavoratore”.

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