Francia e Gb ora hanno paura: linea dura contro i migranti

calais migranti

Solo ora che il dramma dei migranti bussa alle loro porte, Gran Bretagna e Francia corrono ai ripari e chiedono aiuto.

Il premier inglese David Cameron ha annunciato un duro gire di vite: nella prossima legge sull’immigrazione varata dal governo, i proprietari di immobili dovranno cacciare gli immigrati irregolari ospitati in tempi stretti: dalla loro parte avranno anche la giustizia, infatti avranno persino la possibilità di avviare una procedura di sfratto in mancanza della sentenza di un giudice. Quindi, si apriranno le porte del carcere per chi sarà trovato ad ospitare clandestini. Non solo casa: le misure anti clandestini, infatti, già riguardano i datori di lavoro che rischiano una multa di 20 mila sterline se vengono trovati ad impiegare migranti irregolari.

Tutto il contrario dell’Italia, dove eserciti di clandestini trovano un posto letto a pochi euro – poco importa se stipati in appartamenti con altre decine di persone – e vengono impiegati in nero da criminali che sfruttano la loro manodopera sottocosto. La logica conseguenza è l’enorme danno al mercato del lavoro che produce altri tipi di milizie, quelle di disoccupati italiani che con gli stipendi percepiti dai migranti non riuscirebbero mai ad andare avanti.

Queste misure inglesi andranno a rafforzare il muro di filo spinato già annunciato con lo scopo di rafforzare l’imbocco dell’Eurotunnel. Circa due mila migranti, infatti, due notti fa hanno provato ad entrare in Gran Bretagna da Calais in Francia. Proprio i ministri degli Interni di Francia e Gran Bretagnia, Bernard Cazeneuve e Theresa May, hanno firmato la lettera sul quotidiano Telegraph: “Chiediamo con forza agli altri stati membri dell’Ue, di affrontare il problema alla radice”.

Non sono servite a nulla le centinaia di morti nel Mediterraneo o i clandestini trovati senza vita nel bagagliaio delle auto mentre provavano a raggiungere l’Europa. Solo ora che il problema se lo ritrovano dentro casa, Francia e Gran Bretagna chiedono aiuto all’Unione europea, dimenticandosi di aver contribuito a destabilizzare la Libia – da dove parte la grandissima parte degli sbarchi – con la destituzione di Gheddafi; o scordandosi di aver fatto cadere nel vuoto gli stessi disperati appelli di Italia, Grecia e Spagna soltanto pochi mesi fa.

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