Berardi lancia l’appello per altri tre italiani detenuti in Guinea

L’imprenditore Roberto Berardi è da poco più di un mese di nuovo nella sua Latina, dopo l’allucinante vicenda penitenziaria in Guinea Equatoriale, trattata più volte dall’Ultima Ribattuta.

Due anni e mezzo di inferno, di torture e di sevizie che hanno messo a repentaglio la sua vita. Berardi ha raccontato molti aspetti della sua ingiusta prigionia, in un paese difficile come la Guinea Equatoriale.

Nonostante adesso sia di nuovo un uomo libero, ha ricordato all’opinione pubblica che la sua battaglia continua. Chiaro e preciso è il riferimento agli altri tre italiani detenuti nel carcere di Bata, dove l’imprenditore di Latina ha trascorso gli ultimi due anni e mezzo di vita.
Dalla sua pagina di Facebook l, Berardi ha lanciato un appello per la loro libertà.
Gentile Ambasciatore Giulio Terzi, caro amico Simone Di Stefano, Senatore Luigi Manconi , Onorevole Antonio Tajani abbiamo ancora del lavoro da fare.

Amici di Casa CasaPound Italia diSovranità, di Nessuno tocchi CainoAmnesty International – Italia Open Society Foundations Human Rights WatchDiario Rombe Radio Macuto Guinea Ecuatorial Tvcored Cored abbiamo del lavoro da fare.

Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni noi non dimentichiamo, sono ancora lì aspettiamo, le Famiglie aspettano, tutti aspettano, non dobbiamo fargli vivere per forza quello che ho vissuto io”.

Si tratta di Fabio e Filippo Galassi e Fausto Candio. Sono tutti romani, arrivati in Guinea in cerca di fortuna nel settore edile, ma sono caduti nella trappola di “finti” amici del posto che si sono poi rivelati i loro aguzzini.

Adesso che le Istituzioni si muovano davvero e in maniera concreta per evitare di trascorrere lo stesso incubo di Roberto Berardi.

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