“Restate qui” l’appello dei vescovi africani ignorato da Chiesa e media

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La Cei e i media progressisti? In realtà odiano l’Africa tanto da ignorare l’appello lanciato da mons. Nicolas Djomo, Vescovo di Tshumbe e Presidente della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, ai giovani africani.

Secondo l’Agenzia Fides, durante la riunione della Gioventù Cattolica Panafricana che si è svolta a Kinshasa dal 21 al 25 agosto, mons. Djomo ha definito i giovani africani “il tesoro dell’Africa”. “Utilizzate i vostri talenti e le altre risorse a vostra disposizione –  ha proseguito – per rinnovare e trasformare il nostro continente e per la promozione della giustizia, della pace e della riconciliazione durature in Africa”

Nessuno ha ripreso l’appello di mons. Djomo ad eccezione di pochissime testate. Altro che viaggi della speranza e sbarchi sulle coste italiane: le parole lanciate dalla riunione della Gioventù Cattolica Panafricana sono molto precise: “La Chiesa conta su di voi, il vostro continente ha bisogno di voi. Guardatevi dagli inganni delle nuove forme di distruzione della cultura di vita, dei valori morali e spirituali”.

È evidente il cortocircuito all’interno della Chiesa cattolica: in Italia la conferenza dei Vescovi condizionata dal suo segretario generale, mons. Galantino, ha ormai sposato la politica dell’accoglienza a tutti i costi, quella che ingrossa le tasche delle organizzazioni criminali. Non è un caso se lo stesso Odevaine, tra i personaggi di spicco di Mafia Capitale, dal carcere di Torino ha parlato dei due cartelli composti dalle cooperative legate alla sinistra e capitanate da Salvatore Buzzi da un lato, e le altre strutture legate al Vicariato di Roma che fanno capo alla Domus Caritatis.

Gli interessi in gioco sono tanti e hanno visto il sodalizio di due aree politiche e culturali storicamente (ma solo apparentemente) distanti tra loro come la sinistra politica e culturale e la Chiesa cattolica, o più precisamente una parte di essa: un connubio che spinge sul pedale dell’acceleratore di politiche tanto buoniste quanto criminali. E che mette il silenziatore sugli appelli che arrivano dalla Chiesa cattolica africana.

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