Nell’Europa che affonda resiste l’Ungheria nazionalista di Orban

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Mentre l’Europa continua a non fornire una soluzione adeguata ai flussi migratori, l’unica risposta forte ed efficace arriva dall’Ungheria guidata dal premier Viktor Orban.

In queste ore la nazione magiara, diventata uno degli snodi principali per i migranti provenienti da Siria e Turchia, si sta dimostrando l’unico baluardo in difesa dell’Europa, mettendo in pratica poche e semplici idee, ma ben chiare. Questi obiettivi sono stati spiegati da Orban all’interno della lettera scritta al Frankfurter Allgemeine Zeitung in cui ha denunciato il fallimento delle politiche sull’immigrazione dell’Ue. “Ogni politico europeo deve considerarsi irresponsabile dal momento che offre agli immigrati le speranze di una vita migliore, incoraggiandoli a lasciare tutto e ad abbandonare il suo paese, rischiando la vita per provare ad arrivare dell’Europa”.

Ci si deve domandare, inoltre, se lo status di profugo o rifugiato riguardi tutte le persone che provano ad entrare in Europa: come ha spiegato l’Ansa, il treno gremito di migranti partito da Budapest verso Sopron, (alla frontiera verso l’Austria) si è fermato a Bicske dove funziona un campo profughi. I poliziotti hanno fatto scendere tutti quelli che non hanno documenti validi e stanno cercando di farli salire su pullman predisposti. I migranti, raggruppati nella stazione scandiscono “No camp”. Davvero chi fugge da una situazione tragica o da scenari bellici ha il coraggio di rifiutare la destinazione dei campi profughi?

E così ecco spiegato il motivo della costruzione del muro che ha fatto tanto discutere: “Quella barriera – ha proseguito Orban nell’intervento sul giornale tedesco – non l’abbiamo certo costruita per divertimento, ma esclusivamente perché si è resa necessaria la sua realizzazione”. Il premier ungherese ha inoltre spiegato come il suo Paese stia difendendo Berlino da una vera e propria invasione dal momento che i clandestini che arrivano in Ungheria dall’estero chiede di raggiungere la Germania.

Orban, che ha sottolineato il pericolo per le radici cristiane dell’Europa minacciate dai flussi migratori, ha poi definito deprimente la situazione per cui, ad eccezione di Spagna ed Ungheria, nessuno Stato europeo vuole proteggere i confini nazionali: “I cittadini vogliono che siano i governi a proteggere i propri confini”. Anche le politiche di Berlusconi, attraverso gli accordi con la Libia di Gheddafi, miravano proprio a regolare e contrastare la mafia legata al traffico di esseri umani. Ora si spera che non arrivi un altro spread a far fuori Orban.

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