RAI DEGUBITOSIZZATA

germania migranti

“Caro Direttore,
approfitto dell’ospitalità dell’Ultima Ribattuta per rendere noto un incontro casuale che è un manifesto del comportamento pazzesco che Luigi Gubitosi e quelli del suo clan hanno adottato per intimidire chiunque in Viale Mazzini abbia finora voluto opporsi alle vergognose ritorsioni realizzate verso chi aveva rotto il muro dell’omertà mafiosa dei corrotti in Rai.
Qualche mese fa mentre sorseggiavo un caffè nella saletta “Freccia Alata” di Fiumicino, mi sono sentito chiamare da un dirigente Rai che, mostrando grande piacere nell’incontrarmi, mi ha detto: “Quanto mi dispiace che tu e tuo figlio non lavoriate più con la Rai. Avete fatto delle cose bellissime”.

La mia risposta spontanea è stata innanzitutto di ringraziamento e poi ho aggiunto: “Purtroppo quando un’azienda così importante viene messa nelle mani di un incapace senza coraggio, anche un atto di grande senso civico ti si può rivolgere contro”.
Il dirigente, a quella frase, pur continuando ad avere un atteggiamento molto amicale, mi ha detto una cosa che mi ha lasciato basito: “Ti prego, non mi parlare di Gubitosi perché io ho paura: quello e il suo gruppo sono capaci di tutto se solo hanno la sensazione o il sospetto che non condividi tutte le loro operazioni”.
Vedere una persona adulta e acculturata in preda alla paura per una critica al suo Direttore generale mi ha lasciato senza parole. Quindi, dopo averlo rassicurato che non sarebbe trapelato nulla del nostro colloquio finché Gubitosi fosse stato in Rai o un magistrato non me l’avesse chiesto, l’ho salutato e sono tornato al mio caffè macchiato.
Mentre ricominciavo a sorseggiarlo mi è tornato alla mente l’azione intimidatoria messa in piedi dal Gubitosi nei confronti di Marco Durante il patron de LaPresse da me denunciata alla Magistratura ed ancora in sede di indagine.
E sì, il clima era proprio quello. Ricordate?
Il direttore generale, siccome alcuni giornali avevano riportato che Marco Durante aveva dato un supporto, seppure marginale e involontario, a Di Lorenzo per le sue denunce, bloccò per mesi tutti i pagamenti alla società presieduta dallo stesso, fornitrice di servizi alla Rai. Quando il credito era arrivato ad un milione e mezzo di euro, ed il problema per la Società era divenuto grave, Durante fu convocato a Roma e ricevuto da Gubitosi spalleggiato da Costanza Esclapon, e non dal direttore dell’Ufficio legale, ma dall’omino di fiducia personale di Gubitosi nell’Ufficio legale.
Soltanto dopo un “interrogatorio” stringente e per certi versi drammatico e soltanto dopo che il povero Durante aveva giurato di non essere affatto un “sodale” del perfido Di Lorenzo, il pagamento del debito fu sbloccato. Tutto provato!
Roba da far impallidire quei dilettanti con la coppola.
Questo misura il livello di moralità di Luigi Gubitosi e del suo clan.
Pensate: per quello che ha rappresentato la mia denuncia contro i dirigenti Rai che mi avevano chiesto le tangenti, il board di Federchimica, l’Associazione nazionali degli industriali chimico-farmaceutici, mi ha voluto eleggere fra i tre componenti del Collegio nazionale dei “Probiviri”, malgrado io mi schermissi molto per l’oggettiva mancanza di tempo: all’Assemblea la mia nomina è stata accolta con un applauso fragoroso.
Nella Rai di Gubitosi, invece, si è instaurato un clima di intimidazione perché tutti concorressero a “farmela pagare”.
Capite di che gente e di che personaggio parliamo?
E questo personaggio, invece di andare a nascondersi per la vergogna, si è rivolto al giudice civile perché dichiara di sentirsi diffamato.
E ora pensa che siccome, grazie a Dio, è rientrato nel cono d’ombra da cui era stato colpevolmente tirato fuori, pensa che la vicenda Di Lorenzo per lui sia chiusa.
Forse il nostro eroe pensa che può arrivare in un posto dove per la sua infingardaggine distrugge un ramo d’azienda e poi se ne va ed è tutto finito.
Se pensasse questo sarebbe davvero scemo! Ma io non penso che possa arrivare a tanto, non ci credo.
Infatti il pusillanime deve sapere che la mia battaglia per far emergere le porcherie realizzate in Rai durante la gestione sua e dei suoi accoliti si fermerà solo quando si sgretolerà il muro di silenzio che i suoi degni sodali Lucchini ed Esclapon hanno saputo erigere con la complicità di un po’ di pennivendoli, e quando la Magistratura avrà sanzionato le incredibili illegalità messe in piedi.
È solo questione di tempo e di determinazione: entrambi non mancano.
Poi, caro direttore, non preoccuparti: sia Gubitosi che i suoi amichetti sono troppo pavidi per querelarmi ed affrontare un’aula di tribunale nella quale andrei con grande gioia. Continueranno a stare accucciati e a sopportare qualunque cosa sperando che io mi stanchi e sperando che mi accada qualcosa.
E già, perché io so che, visto che sono tanto determinato e non accenno a fermarmi, potrebbe esserci qualche aiutino “insperato” per “sputtanarmi”. Magari con qualche bella intercettazione manipolata e taroccata, dalla quale emerge che ho assassinato Gandhi e Kennedy.
Se ciò accadrà sarò l’uomo più felice del mondo.
Ho già detto ai miei figli di farmi avere subito a Regina Coeli una grande quantità di vernice bianca per coinvolgere i detenuti in una grande operazione di ripulitura della struttura: sarà il mio orgogliosissimo servizio civile.
Il Padreterno mi ha dato tantissimo in una vita che considero molto fortunata e generosa: qualcosa dovrò pur fare per dimostrare la mia gratitudine.
Ma purtroppo non oso sperare in un regalo così grande degli amici dei cialtroni. E chi potrebbe regalarmeli sei mesi di tribuna così intensi?”

Piero Di Lorenzo

Articoli correlati

*

Top