Gubitosi saluta i vecchi vertici Rai, Campo dall’Orto studia per i nuovi

Gubitosi

Cena d’addio a casa Gubitosi per i direttori Rai. Erano una quarantina l’altra sera nell’attico ai Parioli a salutare l’ex-dg e a far finta di essere dispiaciuti.

Presente anche la nuova presidente Monica Maggioni (ma in quanto direttora uscente di Rainews), è andato in onda un fantastico festival dell’ipocrisia, con i “fedelissimi” che si sforzavano di dimostrare l’esistenza di un vertice coeso e compatto nel dimostrare stima e gratitudine nei confronti del padrone di casa e la stragrande maggioranza che viveva la serata come una sorta di festa della liberazione da uno dei peggiori direttori generali nella storia dell’azienda. Quasi nessuno poteva dimenticare il clima di terrore istaurato in viale Mazzini dalla gestione di Gubitosi e del suo clan, a colpi di audit (spesso basati sulle denunce anonime), di licenziamenti secondo la regola del “forte con i deboli e debole con i forti”, di defenestrazioni e spostamenti destinati a ripercuotersi sulle casse dell’azienda per una lunga serie di cause di lavoro. Per non parlare dell’immondizia nascosta accuratamente sotto il tappeto quando la sedicente opera di moralizzazione finiva per urtare i protetti del dg. Il tutto, facendo sfoggio di una cattiveria e di un cinismo che non si erano mai visti in viale Mazzini. Adesso, si attendono le prime mosse di Antonio Campo dall’Orto, subito ribattezzato per brevità in CdO. Contrariamente a quanto scritto dai giornali nei giorni scorsi, pare che il nuovo dg non abbia alcuna intenzione di procedere rapidamente alle prime nomine. Il successore di Gubitosi, che peraltro sta conquistando molte simpatie per l’affabilità con la quale si è presentato nelle prime uscite con il management in occasione dei rispolverati comitati editoriali, vuole prima conoscere bene l’azienda e le sue esigenze più urgenti. E solo dopo procedere ad individuare le risorse più adatte a ricoprire i vari ruoli. Sembra pertanto più che probabile che Campo dall’Orto finisca insomma per aspettare l’approvazione delle modifiche alla Gasparri sul promesso ampliamento dei propri poteri, in modo da far coincidere le nomine con il nuovo “status” di vero e poprio ad, senza triangolazioni con la presidente Monica Maggioni e le deleghe affidatele provvisoriamente dal CdA (anche ieri due erano a colloquio in un salottino dell’Hotel Exedra, in piazza della Repubblica). Insomma, a prescindere dai tempi di approvazione in Parlamento delle modifiche alla Gasparri (che potrebbero allungarsi qualora dovesse essere modificato il testo predisposto dal governo), è possibile che il nuovo assetto di vertice possa finire per slittare anche a dicembre). Sia per la scelta dei due vice-dg (che alla fine potrebbe anche essere uno soltanto, come previsto dall’accordo originario tra maggioranza e opposizione) che per i direttori di rete,  testata e corporate. L’unica eccezione potrebbe riguardare Rai Pubblicità, la cui disastrosa gestione degli ultimi tre anni, voluta da Gubitosi e portata avanti (si fa per dire) dall’ad Fabrizio Piscopo, spinge verso un intervento d’urgenza. Anche per non compromettere la raccolta del 2016, che si deve impostare proprio in questi mesi, definendo una volta per tutte la politica degli sconti e quelle iniziative a sostegno del prodotto che fino ad oggi hanno latitato. Il candidato più autorevole alla successione di Piscopo e’ l’attuale vice-dg Antonio Marano, molto stimato sia in azienda che nell’ambito degli investitori istituzionali e commerciali.

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