Test di Medicina: tutti gli illeciti di quest’anno

Non è stato garantito l’anonimato. Non erano previste verifiche del documento d’identità.

Sono queste le ragioni che fanno insorgere i 60mila aspiranti medici che lo scorso 8 settembre hanno svolto il test di ammissione alla facoltà di medicina. Le nuove regole della prova stabilita dal Miur quest’anno facevano acqua da tutte le parti, ancor di più che negli anni passati (se possibile).

Anche stavolta ci sarà una valanga di ricorsi al Tar per l’irregolarità delle prove d’accesso al test. Quasi tutte le accuse di illecito presentate lo scorso anno sono state accolte e con tutta probabilità la storia sta per ripetersi.

E questo perché al momento della consegna del test non c’era nessuno a controllare che il candidato fosse realmente chi diceva di essere, nessuno ha chiesto i documenti d’identità. In compenso però è stato chiesto agli esaminandi dimettere un etichetta (con un codice a barre) sul proprio compito per garantire l’anonimato. Peccato che l’etichetta veniva messa davanti alla commissione, rendendo così il candidato riconoscibile così come il suo codice corrispondente. Insomma, quest’anno è stato ancora più facile imbrogliare.

Il test di medicina è considerato da sempre il più difficile tra tutte le facoltà universitarie, sia per la difficoltà oggettiva dei quesiti, ma soprattutto per la sovrabbondanza di domande rispetto ai posti disponibili nelle università. Molti ragazzi cominciano a prepararsi già dagli ultimi anni di liceo, poi durante l’estate spesso si chiudono a casa con il libro degli Alpha Test. Si preparano duramente per qualcosa che potenzialmente li terrà impegnati per i dieci anni a venire. Una facoltà universitaria che più che un percorso di studi è una scelta di vita, quella di diventare medico.

Proprio in virtù di questa scelta, passione e ambizione, tutti e i 60mila candidati meriterebbero, come minimo, la correttezza e la trasparenza nello svolgersi della prova che deciderà il loro futuro.

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