Le balle di Marino sulla “discontinuità” degli appalti

Quasi il 90% dei lavori affidati senza gara pubblica per un totale di circa 3 miliardi di euro. Questa è l’analisi effettuata dagli ispettori dell’Anticorruzione riguardo la spesa pubblica degli ultimi quattro anni dell’amministrazione comunale in Campidoglio.

E’ emerso tutto il sistema iniziato con Alemanno, ma preso in eredità (cum magno gaudio) dall’attuale sindaco di Roma Ignazio Marino. Proprio così. Nessuna distinzione tra il centrodestra e il centrosinistra. Come riporta anche il Corriere della Sera, “il massiccio e indiscriminato ricorso a procedura a non evidenza pubblica in grado di assorbire di fatto, in termini quantitativi, quasi il 90% delle procedure espletate” coinvolge sia Alemanno che Marino. Anzi con l’attuale sindaco di Roma la percentuale è notevolmente aumentata, nonostante l’illustrissimo continui a fare ospitate in tv dichiarando la sua totale estraneità ai fatti.

Poiché lui non lo dice, è bene spiegare che durante la Giunta Marino la percentuale di procedure negoziate è arrivata al 90% del totale comprendendo gli interventi di approvvigionamento di servizi e forniture essenziali, ovvero per dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria che dovevano essere assicurati alla collettività.

Ieri sera il sindaco Marino, ospite a Di Martedì ha detto di aver “tolto il male” dalla Giunta Comunale, ha ripetuto più volte di essere un sindaco onesto che sa spendere i soldi dei suoi cittadini. In realtà no. Forse il male lo estirpava quando faceva il chirurgo, su questo non c’è dubbio, ma in quanto alla politico è il caso che ammetta di aver sguazzato felice in un sistema, forse non messo in piedi da lui, che definire di “malaffare” è riduttivo. Marino ieri sera ha fatto “scarica barile” anche per quanto riguarda la vicenda dei Casamonica e della Mafia a Roma “appena insediato in Campidoglio dissi subito che c’era la Mafia, ma per il prefetto che c’era prima il problema non esisteva”. Certo, lui l’aveva detto. Povero.

Ha poi continuato anche sulla vicenda di Bruno Vespa dichiarando: “io mi vergogno che la Rai abbia portato come folklore nei nostri salotti questo tipo di famiglia: questa non è Roma e non lo sarà”. I cittadini romani invece si vergognano di avere un sindaco che la sera decanta la propria onestà e la mattina è sui giornali per aver alimentato “un sistema funzionale a raggiungere obiettivi estranei agli interessi della collettività”, “generalizzata carenza o omissione delle verifiche dei requisiti dei partecipanti” e “l’inadeguata rotazione tra gli affidatari”.

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