Il Papa dovrebbe vergognarsi per aver accolto dei cristiani?

Papa Francesco ha accolto in Vaticano una famiglia di profughi siriani. Cristiani. Il che ha mandato su tutte le furie i demagoghi perbenisti  intrisi di  illuminato populismo.

Perché non bisogna fare distinzione: tutti i profughi sono uguali. Siano musulmani o altro. Giusto? Sbagliato. Perché il Papa è il rappresentante di Dio in terra. Il Dio dei cristiani.

Gli stessi cristiani che ogni giorno vengono perseguitati, massacrati, crocifissi, decapitati, fucilati solo per la loro fede.

Il fatto che la famiglia ospitata da Bergoglio sia di cristiani devoti (e non musulmani o qualunque altra religione) non è stata sufficientemente sottolineata dai media (Il Giornale a parte) quasi come a non volerlo far sapere in giro, come se il Papa si dovesse in qualche modo vergognare di aver scelto, se mai ha scelto, di salvare dei cristiani e non dei musulmani.

Come racconta Gian Micalessin su Il Giornale, sono in quattro: il padre e la madre e due figli di 17 e 13 anni. Sono tutti nati e cresciuti in Siria, terra che mai avrebbero voluto abbandonare, ma che, dopo la caduta di Palmira e il rapimento di decine di cristiani, hanno dovuto lasciare.

Il padre ha studiato a Milano. Dunque parla italiano. L’appello di Papa Francesco alle parrocchie d’Europa ad accogliere i profughi in fuga per loro rappresenta un vero miracolo tant’è che – scaduto il visto temporaneo che erano riusciti ad ottenere grazie a un funzionario della Farnesina – invece di tornare nel loro martoriato paese fanno rotta verso Roma, a pochi passi dalla parrocchia di Sant’Anna.

Così, la famiglia di cristiani praticanti perseguitati per la loro fede hanno trovato carità cristiana grazie al più alto rappresentante in terra della Chiesa Cattolica.

 

 

 

 

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