Il “Piano sicurezza per Roma”, un tripudio di promesse elettorali

promesse elettorali
Angelino Alfano

Tempo di elezioni, tempo di promesse elettorali. E’ scientificamente provato che i giorni precedenti alle consultazioni funzionano più di una cura di fosforo o dell’assunzione di allucinogeni, ma stavolta sembra che ci si sia spinti decisamente oltre.
Parliamo delle roboanti promesse elettorali contenute nel “Piano sicurezza per Roma”, delineato dal Ministro degli Interni Angelino Alfano. Una dichiarazione di intenti che segue nei contenuti quelle già presenti in analoghi “patti per Roma sicura” sottoscritti da Veltroni ed Alemanno negli anni passati. Fuochi d’artificio pre-elettorali che, c’è da scommetterlo, rimarranno lettera morta come quelli che lo hanno preceduto. Lo si capisce meglio andando ad analizzare uno ad uno i punti di queste fumose fantasticherie.
Stadi sicuri
Ogni volta che accade qualcosa in occasione di una partita di calcio si invoca il “modello inglese”. Ora lo si vuole esportare in Italia, e come alfiere presenta un imprevisto Ignazio Marino, stavolta in una inconsueta veste “law & order”. Il primo cittadino di Roma, in un impeto autoritario, si è addirittura detto insoddisfatto per la mollezza delle soluzioni proposte. La ricetta per garantire la sicurezza negli stadi? Celle di sicurezza sotto la Tribuna Monte Mario, settori segmentati ed incremento dell’impianto di video sorveglianza, come in Gran Bretagna. Peccato che, come oltremanica, dopo aver anestetizzato gli stadi, anche qui i tifosi inizino a darsele di santa ragione a chilometri di distanza dalle strutture dove si disputano gli incontri. Si cerca un’anima pia che si incarichi di dirglielo.
Una telecamera per ogni agente
La tecnologia fa sempre colpo. Quindi invece di apporre un noioso e banale numero di matricola sulla divisa di ogni poliziotto, perché non collocare una poco pratica e costosa telecamera sul suo casco? All’occorrenza, poi, le immagini possono essere cancellate, come quelle in cui si vede Paolo Scaroni, ultrà del Brescia, massacrato e mandato in coma dal reparto Celere di Verona.
Fiamme Gialle vs Vu’ Cumprà
I reati finanziari si stanno mangiando vivo questo paese. Allora cosa si fa? si destina il reparto più efficiente della Guardia di Finanza, lo Scico, alla lotta contro l’abusivismo commerciale. Militari che dovrebbero stare appresso a truffe, crac e bancarotte verranno impiegati a rincorrere senegalesi e bengalesi a San Pietro e Trastevere, brancolando anche per risalire ai luoghi di produzione della merce contraffatta che continuerà indisturbata alla luce del sole. Sai, i posti di lavoro da tutelare….
Seguono altre proposte confuse e difficilmente concretizzabili, il fumo negli occhi buono per far sembrare decisionisti dei grigi politicanti. Ad esempio si vogliono vietare i cortei che sfoceranno in incidenti (in questo caso è previsto l’acquisto di una palla di vetro per predire quando la città verrà messa a ferro e fuoco), ci si prefigge di mappare le aree a rischio furti, si ipotizza una stretta proibizionista stile Chicago sul consumo di alcool nei luoghi della movida, si progettano cabine di regia informatiche coordinate dal Prefetto.
Come quello di Roma, Giuseppe Pecoraro, a cui è destinato l’arduo compito di fronteggiare la prevedibile reazione dei Movimenti per il diritto ad abitare all’ultima, impraticabile proposta del “Piano sicurezza per Roma”. Si vuole impedire a chi occupa immobili pubblici e privati di avere accesso alle utenze ed alle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari per 5 anni. Un Daspo abitativo, quindi, unito alla privazione di acqua, luce, gas. Chissà se Pecoraro metterà in pratica con zelo il Piano partendo proprio dall’okkupazione in atto al Teatro Valle…

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