Altro che Miss Italia: ecco le donne della Seconda Guerra Mondiale

Altro che pace nel mondo, lei vuole fare la guerra. Insomma, non proprio farla, perché lei è donna e “la guerra la fanno i maschi”. Raccapricciante. Ma la nostra Miss Italia 2015 lo sa che vuol dire esser donna negli anni del secondo conflitto mondiale?

Ieri sera è andata in onda l’elezione di Miss Italia 2015. Anche quest’anno, quindi, si è consumata la morte della dignità femminile. In diretta nazionale. E non si tratta di “mercificazione del corpo della donna” o di farsi appiccicare un numero addosso e farsi valutare come i polli al mercato come ha detto qualcuno.

Ma la dignità della donna muore nel momento in cui, colei che rappresenta la donna italiana nel mondo sputa su tutte le donne che hanno lottato per questo paese. Alla domanda “in che epoca avresti voluto vivere e chi avresti voluto essere” Alice Sabatini ha risposto “nel ‘42”, senza essere neanche troppo convinta di quale secolo stesse parlando. Ha detto che le sarebbe piaciuto vivere la guerra perché tanto la fanno gli uomini. Da far gelare il sangue. Alice Sabatini è molto giovane (ha solo 18 anni) e probabilmente in storia non va fortissima a scuola. Se avesse studiato il passato del paese che vuole (e che deve, purtroppo) rappresentare saprebbe che le donne “nel ‘42” non stavano esattamente a casa a fare il sugo aspettando che il marito tornasse dal fronte. Nessuna.

Alice Sabatini non sa che non erano solo gli uomini a prendere le armi nel secondo conflitto mondiale. Il 18 aprile del 1944 fu istituito il Corpo Femminile Volontario per i Servizi Ausiliari delle Forze Armate Repubblicane, meglio noto come Servizio Ausiliario Femminile (SAF). Che era il corpo femminile delle forze armate della Repubblica Sociale Italiana, le cui componenti, tutte volontarie, erano indicate come ausiliarie. Che vuol dire che “aiutavano” quei maschi italiani che facevano la guerra da soli, secondo lei. Giovanissime come lei, invece di sfilare in passerella si mettevano le armi in spalla e andavano a combattere e a morire per un ideale. Un’ideale che non era esattamente la copertina di Chi.

In ogni caso, non serviva essere un ausiliaria per fare la seconda guerra mondiale. In Italia in quegli anni erano rimaste solo donne e bambini. La fame, la povertà, i bombardamenti, le città distrutte, i morti. Questo era lo scenario con cui hanno fatto i conti tutte quelle mogli, figlie, sorelle e fidanzate che erano “rimaste a casa”. Mandavano avanti la casa, quel che restava della famiglia, quel che restava del Paese. E sono le stesse che hanno ricostruito tutto, quando la guerra è finita.

Ognuno (donne o uomini) con il proprio corpo è libero di fare ciò che vuole. L’emancipazione femminile è anche questo in fondo. Partecipare a un concorso di bellezza non è certo un crimine e nessuno può permettersi di dire se sia “moralmente” giusto o sbagliato, per carità. Solo forse la donna che rappresenta l’Italia nel mondo dovrebbe stare un po’ più attenta quando parla, anche se ha solo 18 anni.

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3 Commenti

  1. Marco said:

    Dato che hai giustamente puntualizzato sul ruolo delle donne nella guerra, mi sarebbe sembrato giusto ricordare anche chi imbraccio’ le armi dall’altra parte, ossia le partigiane, visto che nemmeno loro stavano a casa a fare la calza. Cosi’, per dovere di cronaca
    Ciao

  2. Sergio said:

    Non la farei così tragica. Bisogna contestualizzare la frase e recepire il vero significato. Forse la giovanissima voleva semplicemente rivivere virtualmente il periodo storico, molto tragico, che la bisnonna gli ha raccontato. Credo che stesse perfetta buona fede.

  3. scettico said:

    Meglio una guerra giusta fino all’ultimo uomo, fino all’ultimo figlio e figlia di Italia che una pace terrificante che una pace soggiogante.
    La patria deve essere ancora completata e redenta e già la sovranità sembra dissipata e perduta dai massoni dall’oligarchia.
    Sostituiscono la lingua con l’anglotossico, sostituiscono gli italiani con schiavi subumanoidi parassiti tagliagole terroristi venuti da ovunque, impediscono una vita degna e costringono emigrazioni economiche, impediscono l’indipendenza morale e materiale degli italiani tenendoli in sudditanza, colpendoli nella dignità e nella libertà.
    Puoi essere libero solo se hai un cannone nel cortile come disse Faber.
    Il vaticano non deve stare in Italia così come il porco Savoia, deve stare a Nazareth, fuori dai confini.
    Per Garibaldi Mazzini Oberdan Sauro e Battisti a pietre e bestemmie saranno sloggiati come qualunque forza straniera di occupazione.
    Questa signorina è un ochetta raccomandata ma tra le righe inconsapevolmente ha detto una cosa giusta.

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