Balotelli, la cura Mihajlovic funziona

Balotelli è tornato. Questa volta per davvero. Oggi non si parla di lui per gesti di reazione, per patenti ritirate, per screzi con i compagni di squadra.

Ma perché Super Mario è tornato al gol in Italia, con una punizione magistrale e sembra veramente un altro giocatore. Probabilmente è ancora presto per dirlo con certezza, ma Balotelli è maturato e, forse, diventato un calci aprre completo a tutti gli effetti. Perché per fare questo mestiere non basta avere colpi e numeri come i suoi, ma serve umiltà, spirito di squadra, abnegazione, tenacia. Tutte qualità sconosciute, fino a poco tempo fa, a Balo. Chi però lo sta seguendo da inizio stagione si sarà subito reso conto di quanto sia cambiato il suo atteggiamento in campo e di come abbia ritrovato il sorriso e la voglia di correre.

L’artefice di questa (ri) nascita ha un nome e un cognome importante: Sinisa Mihajlovic, uno dei pochi che avrebbe potuto davvero fare qualcosa per lui una volta sbarcato a Milano.

Il serbo, carisma e personalità da vendere, ha avuto un colloquio a muso duro con l’attaccante rossonero nello spogliatoio di Milanello, ci ha parlato faccia a faccia, gli ha spiegato che le sue “Balotellate” non le avrebbe accettate e chissà, probabile che lo abbia anche “minacciato” di cacciarlo o appenderlo al muro qualora avesse sbagliato.

Messaggio recepito in pieno e in campo adesso c’è un nuovo Balotelli che addirittura arretra in difesa, che prende calci e non reagisce, che cade, si rialza e sta zitto. E che gonfia la rete come ha sempre saputo fare. “Le sue qualità tecniche sono fuori discussione“, ha dichiarato ieri Miha. “Bisognava lavorare sull’aspetto comportamentale“. E chi meglio di lui poteva farlo?

Sono una persona differente, non sono quella che avete descritto e piano piano mi toglierò tante soddisfazioni“, le parole di Supermario.

Che sia finalmente la volta buona? Perché tutti, in fin dei conti prima o poi maturano, altrimenti si perdono.

E questo Balotelli è una gran bella notizia non solo per il Milan, ma per tutto il calcio italiano. “Non escludo il ritorno”, cantava Califano. Bene, il ritorno in Nazionale non lo esclude nemmeno il bomber rossonero.

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